RecenSerie poteva dimenticarsi di DC's Legends Of Tomorrow? Certo che no. Come sempre, noi recensori abbiamo deciso di giocarcela in una maniera diversa dal solito senza però ridurre la nostra dedizione alla recensioni. Se nella quarta stagione il sottoscritto (con qualche eccezione) si è occupato da solo della recensione dell'intera serie, visto la miriade di serie che seguo e recensisco (come molti altri di RS), si è deciso di alleggerire il compito di tutti smezzandoci la stagione e facendo dei turni, così che ognuno potesse dire la sua senza che l'impegno diventasse oberante. Quindi, ecco che abbiamo optato per raggrupparle tutte in un unico post munito di: numero di episodio, titolo della recensione, tag della recensione e il nome di chi si è occupato di recensire la puntata, visto che la cosa è stata gestita da più persone, ed è quindi giusto mettere la loro firma. Tutto chiaro? Ma certo che lo è. Bene, detto questo, buona visione e buona lettura!
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venerdì 10 giugno 2016
mercoledì 25 novembre 2015
Kingdom Come: Chi sono tutti quei tizi senza nome? - Parte 1 (ASCW Classic #25)
Probabilmente non dovrei dirlo, ma siccome c'è tantissima gente che scambia questa storia per quel cd di Jay-Z (visto che hanno in comune il titolo), è il caso di ricordare alla genti due cose: 1) Jay-Z qui non centra una minchia; 2) Leggetevi questa storia. Questo è uno di quei classici racconti che, non importa di che genere è e che personaggi ci sono, quello che ne viene fuori è assolutamente qualcosa di epico, magio e fottutamente bello. Non importa se tifate Marvel, DC o Image: la Kingdom Come di Mark Waid e Alex Ross all'apice della loro forma vi farà trascendere tutte le vostre preferenze/schieramenti e vi accompagnerà mano nella mano in un racconto a dir poco astonishing (giusto perché non trovavo il termine Italiano per descriverlo).
La cosa che salta più all'occhio di questa saga in quattro parti è la sua maniacale completezza; Waid e Ross, nel concepire quest'opera, non solo hanno ricreato la geografia e la storia di tutto l'Universo DC, ma hanno anche creato/ricreato un godzillione di personaggi che vanno dalle versioni future di noti eroi/criminali DC oppure i figli/cugini/nipoti degli stessi...personaggi che...beh, nella storia vengono fatti apparire giusto per far capire al lettore che il mondo e i suoi abitanti sono andati avanti, ma che non vengono presentati o approfinditi. Quindi son li per far numero? Precisamente. Ma se c'è una cosa che un lettore sopporta poco, dopo i buchi logici, sono i personaggi senza nome che fanno cose e vedono gente senza presentarsi; ecco perchè il sottoscritto a deciso di svelarvi Chi sono tutti quei tizi senza nome di Kingdom Come.
venerdì 20 novembre 2015
Hawkworld - la recensione (Baloon Central #33)
Oggi, tocca alla recensione di HAWKWORLD. Perché non è possibile che qualcuno non abbia ancora letto questo gioiellino.
Dati Generali:
Testi: Timothy Truman
Disegni: Timothy Truman
Anno di Pubblicazione: 1989
Etichetta: DC Comics
Volume Contenente: Hawkworld #1-#3 (Vol. 1)
Prezzo: 11,95€
Trama:
Katar Hol è figlio di una famiglia ricca e facoltosa, nonché giovane ufficiale di polizia del pianeta Thanagar: pianeta che ama a dismisura, ma che critica per l'enorme distacco sociale, tra l'aristocrazia di cui fa parte, nascosta tra le nuvole e i lussuosi palazzi, e la povertà della gente che protegge, relegate nelle fogne e bassi fondi. La sua vita viene scossa quando viene incastrato per l'omicidio del padre ed esiliato dal pianeta. Dieci anni dopo, però, la sua condanna finisce e Katar torna su Thanagar per reclamare giustizia.
Il mio Parere:
C'è risata e risata, e Hawkman è sempre stato uno di quei personaggi che mi ha sempre fatto ridere un macello, ma mai in senso positivo: l'ho sempre considerato un personaggio ridicolo e pezzente, uno di quelli che si segue solo per assistere alla sua dipartita attraverso una morte stupida. Alla luce di ciò, ora potete capirmi quando vi dico che su questo volume non avrei scommesso neanche l'ultimo Winner Taco del mondo...e, sempre alla luce di ciò, ora potete capirmi quando vi dico che sono rimasto semplicemente sorpreso e appagato dalla pregevole fattura di questa miniserie in tre parti.
Hawkworld parte con una premessa semplice e un obiettivo difficile: rendere attuale Hawkman, senza però cambiare nulla del suo background originale; sembra, insomma, di cercare il Santo Graal, no? Come si fa presentare un prodotto nuovo pur presentando un'inalterato vecchio prodotto? E' il tabù di ogni cinecomics a cui, ancora, non è stata trovata una soluzione universale...ma Hawkworld ci suggerisce una soluzione semplice ed efficace: cambiando il tono della narrazione e approfondendo tutto il resto. A livello di storytelling e character desing, Timothy Truman non cambia assolutamente niente, lasciando intatto l'originale esordio del protagonista alato avvenuto nel 1961 grazie a Gardern Fox e Joe Kubert, ma cambia però il tono della narrazione, il ritmo in cui l'azione si svolge e rincupendo il tratto delle matite, giocando su colori forti contrapposti a giochi di luci e ombre; il risultato è eccezionale e raggiunge a pieno l'obbiettivo: Hawkman sembra un personaggio nuovo pur non aggiungendo niente al suo mito, è solo spiegato in un linguaggio diverso e più appropriato per i tempi di pubblicazione della mini. E' un pò come quando le ragazze si truccano: usano i loro make-up solo per sottolineare e risaltare certi tratti del loro viso, e anche se il loro volto è lo stesso, con il trucco è come se sfoggiassero un'altra tipologia di volto. Qui è la stessa cosa, e grazie a questo semplice ma efficace ed intelligente stratagemma, si ha una lettura più coinvolta e passionale, fatta di tragedie, corruzione e redenzione, catapultata in un modo alla Judge Dredd.
Conclusioni:
Sarò sincero, sono stato piacevolmente intrattenuto da questa lettura, a cui inizialmente non davo manco un centesimo; se vi piacciono le storie dal tono futuristicamente dispotico narrato in piena tradizione cinematografica anni '80, questo volume è consigliatissimo.
- Symo
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