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giovedì 7 gennaio 2016

Speciale Dylan Dog #338 Fest - La Lista Completa

Dal 28 fino al 30 Ottobre 2014, su questo blog, sono stati pubblicati una serie di tre post che andavano a formare una trilogia, realizzati insieme e ad un importante ospite per festeggiare un altrettanto importante evento. La trilogia di post, che qui ho ribattezzato Speciale Dylan Dog #338 Fest per omaggiare l'Horror Fest (raduno dei fan dell'Old Boy) e il Color Fest (collana extra contenente quattro storie brevi a colori) è stata scritta dal vostro Symon in coppia con il Penna Stanca di The Nerd Experience e dedicata principalmente al numero #338 di Dylan Dog contenente la storia Mai Più, Ispettore Bloch, la tanto decantata storia dove il caro ispettore sarebbe andato in pensiero e avrebbe firmato una epocale svolta nella continuità Dylaniana. Io e il Penna avevamo deciso di far partire questa iniziativa perchè siamo entrambi fan sfegatatissimi di Dylan Dog e crediamo moltissimo nella nuova gestione curata da Roberto Recchioni.

Ergo, abbiamo deciso di incoraggiare la coraggiosa scelta del rilancione editoriale con quello che sappiamo fare meglio: scrivere cazzate tramite una tastiera scrivere. Ora, scommetto che qualcuno di voi si starà chiedendo: "Si, ma sei questi post son già passati e il numero è uscito da circa un bel pò, perchè ne parliamo ancora?". Perchè lo Speciale Dylan Dog #338 Fest ha riscosso un gran bel riscontro tra entrambe le tifoserie (sia tra i fan di questo blog, che del blog del Penna) ed essendoci su ASCW circa 250 post all'attivo, era il caso di fare un bel riassuntone raccogliendo in un unico post questa trilogia di articoli. Un pò per evitare la fatica di andarseli a ricercare, ma sopratutto, per quelli che non hanno seguito in tempo reale l'iniziativa. 


giovedì 10 settembre 2015

Speciale Dylan Dog #338 - Parte 3: Recensione Finale (e circa seria)

Ci siamo. E' finalmente arrivato il fatidico momento nonché fatidico numero: Dylan Dog #338, il tanto decantato "retirement issue", come la chiamerebbero gli Americani. Dopo i pareri a caldo e la storiella per farvi salire la scimmia, ecco che adesso il Symo e il Penna Stanca si abbottonano un pò e vi parlano seriamente di Mai Più, Ispettore Bloch: storia che da il via al tanto decantato processo di rivoluzione nell'universo narrativo dell'Old Boy. Siamo pronti? In verità no, e forse non lo saremo mai, ma da qualche parte bisogna pure cominciare. E via che si va.


Dati Generali:
Testi: Paola Barbato
Disegni: Bruno Brindisi
Copertina: Angelo Stano
Anno di Pubblicazione: 2014
Etichetta: Sergio Bonelli Editore
Prezzo: 3,20€

Trama:
L'aveva attesa, invocata e desiderata da una vita la pensione, Bloch... e finalmente l'ora è scoccata. L'ex-ispettore svuota l'ufficio dalle sue cose e lascia dietro sé Scotland Yard, ma non Dylan Dog, la cui amicizia continuerà con l'affetto e la stima di sempre. Nel frattempo, l'Indagatore dell'Incubo è alle prese con il paradossale caso di Nora, una ragazza che è stata uccisa senza che sia morta.

Dopo la trama e prima di cominciare, due avvertenze:
1) Informiamo che le righe che state per leggere potrebbe essere diverse da quelle che avete letto ieri, o addirittura, contraddire totalmente quando scritto nel precedente post. Perchè? Sarà forse che io e il Penna abbiamo contratto un disturbo della personalità, a causa dell'effetto prolungato all'Uomo Ragno di Dan Slott? No, non siamo impazziti con One More Day, non lo faremo con Slott al timone di Amazing Spider-Man. E' solo che, i pareri a caldo che vi siete letti nello scorso post, erano dei semplici commenti a ruota libera scritti appena arrivati alla metà dell'albo, e sopratutto, senza ragionarci sopra a mente fredda: qui si parla invece di tutto il numero e con un finto-tono da finto-recensore seriamente-finto; poi magari non succede niente e finiamo per ribadire e sottolineare quanto detto nella recensione ad cazzum, ma era meglio avvertire prima.
2) Siccome l'emozione è grande, trovo difficile fare una recensione discorsiva. Quindi, ne parliamo suddividendo il tutto in Pro e Contro. Detto questo, partiamo!


Pro:
- Angelo Stano: Narrativamente parlando, si può discutere in lungo e in largo su quanto (e se) le storie siano migliorate a livello di intrattenimento, colpi di scena, dialoghi, disegni e quant'altro. Una cosa su cui non si può discutere, invece, è l'enorme boost qualitativo compiuto dal copertinista Angelo Stano, che dal #325 fino ad oggi, si è approcciato alla realizzazione delle copertine con uno stile rinnovato, migliorato e che ha visto l'utilizzo di metodi alternativi per la creazione delle suddette (basti guardare la copertina del #330 intitolato La Magnifica Creatura, giusto per fare un'esempio). A livello di disegni, Stano non è l'unico che ha voluto considerare strade diverse per portare a casa lo stesso risultato, sottolineando una certa voglia di un rinnovo grafico, come se volessero comunicare le stesse sensazioni care ai lettori di Dylan, cambiando però il mezzo, forse più più appropriato per questa rivoluzione. Beh, missione riuscita! E in questo caso anche più delle altre volte, complice la citazione Uomoragnesca.

- Barbato/Brindisi: Direi pugno di pollice sopratutto per il caro Bruno Brindisi, che in questo numero stupisce e convince, mostrandosi incredibilmente in forma (e quando mai non lo è stato?) e con uno stile prevalentemente incentrato sul dettaglio dei particolari, dando delle espressioni grafiche certosine pure alle tegole e ai comodini, riuscendo a mantenere (allo stesso tempo) la sua ruvidità e compattezza; Brindisi è talmente in forma che piazza, verso la fine dell'albo, addirittura una splash-page decisamente da brivido. Ma anche la nostra cara Paola Barbato non scherza mica, riuscendo ad imbastire una trama che mescola assieme non solo gli elementi che, negli anni, hanno definito il personaggio (come: svariati generi, le citazioni, l'elemento surreale, la verve comica e sarcastica e scene di una certa crudeltà splatter) ma anche elementi del suo tipico stile di scrittura (come: espedienti narrativi ricercati, dialoghi brillanti e sprezzanti, profonda caratterizzazione psicologica). 

- Citazioni Aggiornate: Lo dice Stano in copertina e lo ribadisce Barbato nell'albo. Dylan Dog vuole riscattarsi da un periodo di piattume disarmante, e nel farlo, vuole cercare di comunicare ai nuovi lettori questa voglia di stare al passo coi tempi tramite fenomeni di culto odierni o intramontabili. Amazing Spider-Man #50 e The Walking Dead sono le citazioni scelte per questo compito di rilancio e attualizzazione; sebbene qualcuno possa pensare che sia una cosa di poco conto, beh si sbaglia, perché nelle storie dell'Old Boy le piccole cose hanno sempre avuto un'enorme importanza, poiché sono quelle che caratterizzazione e sfaccettano al dettaglio situazioni e personaggi. Il rinnovo si vede anche da questo: non solo dalla portata principale, ma anche da antipasti e contorni, che va bene omaggiare i classici di genere che hanno fatto la storia, ma a maggior ragione citare anche chi la sta facendo. Qui la Barbato, addirittura, tenta una auto-citazione, rispolverando un vecchio (e a mio parere, sottovalutatissimo) classico di Tiziano Sclavi: Tre Per Zero.

- La Trama: La storia è davvero particolare, oltre che ricca di svolgimenti coinvolgenti. Come anticipato qualche riga sopra, in questo speciale numero di 112 pagine, si cerca di richiamare all'ordine tutti gli elementi distintivi di Dylan Dog per tracciare meglio il suo futuro, per la serie: "Ok rivoluzionare, ma quello che ha sempre funzionato, lo lasciamo così com'è". Nella trama totalmente curata da Paola Barbato c'è spazio per zombie (in omaggio al genere horror, principale genere dell'Indagatore), mafiosi (in omaggio al genere poliziesco e noir, che si è sempre sposato con il genere principale) e alla Morte con la M maiuscola (in omaggio alla vena poetica e filosofica che ha sempre contraddistinto il fumetto), il tutto unito assieme da situazioni surreali alla Sclavi e una verve comica portata alla luce grazie all'immancabile Grucho. La cosa che, però, la eleva sopra la Dylandogata mainstream, sono decisamente i dialoghi (sprezzanti, noir, taglienti) e il finale, che si prende pure la libertà di inserire nuovi nemici alla fin troppo corta lista di villain ricorrenti del fumetto.

- Il Messaggio: Molte storie dell'Old Boy, non sono altro che fiabe a fumetti. Non sono altro che un lungo circum navigare attorno a certi concetti, aspettando di fare il giro completo e presentare poi la chiosa finale in forma di morale generale. Mai Più, Ispettore Bloch rientra in questa categoria e anch'essa ci vuole comunicare un messaggio...che non è quello del cambiamento o che, prima o poi, le cose sono destinate a mutare, quanto più quello dell'incertezza del futuro. Le storie dell'Indagatore Dell'Incubo hanno sempre fatto perno su un piccolo, ma solido, microcosmo di personaggi: ne togli uno, succede che la terra sotto i suoi piedi quasi gli viene a mancare, creando una nuova vita che quasi non assomiglia a quella vecchia. Il messaggio è proprio questo: l'incertezza del futuro, con tutte le terribili conseguenze del caso, ma anche con le nuove opportunità che si palesano all'orizzonte una volta superata la fobia dell'ignoto, paura ancestrale dell'essere umano che quasi lo porta ad appassire fino a perire. Questa tematica sarà sfumata così bene, da prendere addirittura dei toni metanarrativi: il pensionamento di Bloch lo sente Dylan tanto quanto lo sente il lettore, che perde un punto di riferimento e lo porta a riflessioni metatestuali. Ma attenzione: non tutto il "male", viene per nuocere. 

- Il Soprintendente: Figura quasi mitologica all'interno del cast di comprimari Dylanianti. Giusto per aumentare la dose di surrealismo e per sottolineare l'evento epocale, compare in tutto il suo bruttore il capoccia di Scotland Yard. Giuro che non scherzo quando dico che, negli anni, ci sono stati più avvistamenti degli UFO che del Soprintendente. 

- Bloch in pensione: Come detto proprio nello scorso post, l'idea già mi piaceva a priori, perchè si è detto troppe volte che questo poveraccio doveva godersi la pensione: realisticamente parlando, era ora che ci andasse (e infatti, nella storia ci va per limiti di età raggiunti). Anche se compare un pò in sordina, il suo pensionamento è trattato in modo toccante, rispettoso e reverenziale, proprio come se Bloch fosse un vero dipendente della Bonelli, dimostrando quanto bene si può voleri a personaggi di fantasia.

Contro: 
- Sensazione transitoria: Purtroppo, nonostante si respiri una nuova aria resa frizzante dall'espressività grafica di Brindisi e quella caratteriale della Barbato, in certi punti si percepisce la trama come una semplice storia di passaggio, come se questo sia il ponte per un cambiamento ancora maggiore...quando, invece, è questo il gran visir di tutti i cambiamenti: il perno su cui si regge l'intero e massiccio rilancio editoriale; non si pretendeva e nemmeno chiedeva una rivoluzione in quinta, va benissimo così, però si ha l'idea che la storia sia strumentale al cambiamento, e non viceversa: che sia, in definitiva, fine a sé stessa. Ma forse, è solo l'effetto collaterale di un grande riordinamento delle carte in tavola: un pò di confusione è normale mentre si sta cercando di mettere ordine.

Conclusioni:
I fan hanno chiesto a gran voce il ritorno di Dylan Dog, non quel sostituto stereotipo che si aggirava da qualche tempo sul mensile, ma quello che ci ha fatto innamorare grazie a storie come Oltre La Morte e Dopo Mezzanotte. Beh, eccolo qui: Il mondo dell'indagatore dell'incubo è cambiato ed è soltanto l'inizio! Un perfetto starting point per una rivoluzione molto promettente e che, con quest'albo, dimostra di aver dei grandi numeri da giocare e (ancor meglio) degli assi nella manica da sfoderare quando meno ce lo aspettiamo. Bonelli, hai la nostra completa attenzione.



Bene carissimi Teleguardoni, questo era l'ultimo dei tre post realizzati in collaborazione con il Penna Stanca di The Nerd Experience, scritti appositamente per festeggiare e incoraggiare il rilancio editoriale di un personaggio, che io e il Penna, amiamo e ammiriamo moltissimerrimo; ovviamente, quanto letto finora, corrisponde al mio personalissimo parere...ma non fidatevi solo di me, ascoltate anche l'altra campana (quella del Penna, e di chi sennò?) cliccando qui.

Che dire in conclusione e per salutarci? Che ci tenevamo davvero tanto a questo rilancio e non volevamo farci scappare l'occasione di dimostrare al nostro Indagatore preferito che siamo totalmente dalla sua. Io e il Jules siamo stati molti contenti di questa collaborazione, e durante la stesura in tandem dei post, abbiamo potuto collaborare non solo in veste di "bloggersz", ma sopratutto di amici e modesti lettori. E' stata un'occasione per fare qualcosa di nuovo e di particolare, sia per ringalluzzirci un pò, ma anche per portare un pò di aria fresca ai nostri fan, sottoponendo alla loro cortese attenzione qualcosa di nuovo e particolare. Speriamo che questa iniziativa sia stata tanto bella e piacevole quanto lo è stata per noi che l'abbiamo scritta. Cosa ci riserva il futuro, non lo sappiamo, ma state certi che le strade di Penna Stanca e del vostro Symon s'incroceranno di nuovo: garantito al limone. 

Un grazie a tutti per la partecipazione! Se siete d'accordo con quanto scritto in questo post, mi raccomando, commentate e fateci saperci quello che pensate. Alla prossima!


- Symo 

Speciale Dylan Dog #338 Fest - Parte 2: Unboxing e Pareri a Caldo

Seconda parte della trilogia di post in collaborazione con The Nerd Experience! Dopo il raccontino breve firmato dal sottoscritto e dal Penna Stanca, adesso si va con qualcosa all'acqua di rose, un post di assoluta transizione che fa da ponte all'apertura delle danze avvenuta con Accade Dopodomani, alla recensione serissima e abbottonata che ci sarà tra qualche ora: perché quella che andrete a leggere è una vera e propria recensione ad cazzum, e con "ad cazzum" s'intende che non ragioniamo a mente fredda e analitica su quello che è successo, ma diciamo le prime cose che ci vengono in mente durante la lettura; ebbene si, questo post non è altri che una raccolta di pareri personalissimi, soggettivismi e a caldo sparati durante la lettura: una raccolta di pensieri Live mentre si leggeva Dylan Dog #338 dal titolo Mai Più, Ispettore Bloch. In questo post saranno anche inseriti i pareri pre-lettura e alcuni pensieri riguardo alla decisioni narrative che hanno reso a priori storico questo numero. Siamo pronti? E via che si va!


Pareri Pre-Lettura:

A differenza di molti miei amici stra-accaniti di DYD e di molti altri fan dichiarati dell'Internet dell'Old Boy, la notizia di un Bloch pensionato l'ho presa davvero molto bene. Dico senza paura di percosse o altri linciaggi che, se avessero messo me al posto di Recchioni, sarebbe stata una delle prime due cose che avrei fatto, uno dei primi cambiamenti che avrei "ordinato" di apportare alla vita di Dylan. Subito dopo, sarebbe venuta quella di sistemare un poco la continuità Dylandoghiana, che mi è sempre parsa un pò gne-gne. Molti non hanno visto di buon occhio questo cambiamento perchè, uno dei tanti motivi per cui piace Dylan, è perchè non cambia mai...purtroppamente, proprio questo "non cambiare mai" è stato frutto di svariati numeri di merda che si sono visti da molto tempo a questa parte. Un rilancio come solo Marvel e DC sanno fare non era necessario: era vitale; veder la notizia che Bloch sarebbe stato pensionato, mi ha riempito il cuore di djoiah: finalmente, pure in Italia, si osa. E poi, parliamoci seriamente e con realismo: è stata una scelta anche logica. E' dal debutto nelle edicole di Dylan Dog che gli scrittori usano la battuta della pensione per l'Ispettore Bloch; la cosa è stata così usurata che la gente si sarà sicuramente chiesta: Ma sto tizio ce la farà ad andare? Digiamogelo, era anche ora che succedesse. 

Per il resto, invece, sono ancor più contento per altre due cose: la citazione della copertina e per il team artistico scelto per occuparsi del pensionamento. Per la copertina, è un omaggio al leggendario Amazing Spider-Man #50 del 1967, numero in cui Peter Parker decide di smettere di essere l'Uomo Ragno con effetto immediato e lancia il costume nella monnezza; ovviamente, non sarà una cosa duratura, ma all'epoca era davvero qualcosa di mai visto. Scelta, quindi, azzeccatissima perchè pure in Italia non si è mai azzardato qualcosa di simile, era giusto usare una citazione di altrettanta potenza simbolica. Per il team artistico, invece, abbiamo Paola Barbato ai testi e Bruno Brindisi alle matite; sono sopratutto contento per il secondo nome (per il quale non ho mai nascosto la mia smisurata ammirazione per il suo stile), ma in generale anche per la scelta della coppia: Barbato/Brindisi è la coppia che ha realizzato i numeri #121 (Finchè Morte Non Ci Separi) e #200 (Il Numero Duecento), dove si indagava sul passato dell'Old Boy e si rivelavano alcuni importanti dettagli che spiegavano cosa l'ha portato ad essere quello che è ora (tipo, esempio: spiegavano perchè si veste sempre così). Lo vedo come una sorta di rispetto delle vecchie tradizioni, come dire: "Ok cambiare, ma facciamo che quello che ha sempre funzionato lo teniamo lo stesso, va bene?": era giusto che la coppia che ha scritto il passato del personaggio, scriva pure un pezzo del presente e del futuro. Unica paura in tutto questo è: speriamo che questo sia un cambiamento ragionato e non fatto tanto per, non una di quelle decisioni prese tanto per azzeccare vendite ma perché ce ne è un disperato bisogno narrativo. 

Bene, detto questo, ecco i miei pareri partoriti durante la lettura. Verranno scritti quelli che ho raccolto fino a pagina 56, l'esatta metà di quest'albo (che, per l'occasione, ha 112 pagine).


Pareri In Lettura:

Si dice che la prima impressione, il più delle volte, è quella giusta. Questa è una di quelle volte. Il duo Barbato/Brindisi sforna una storia alla Dylan Dog, che però non è la solita storia alla Dylan Dog. Il #338 è un numero caratterizzato di tutti gli elementi tipici dell'Indagatore, trattati e mostrati in maniera diversa, con addirittura citazioni odierne e una certa presa di coscienza maggiore; come si diceva prima, Barbato/Brindisi sono un duo che ha scritto il passato di Dylan e ora scrive il suo presente in favore del suo futuro...e questi segnali di stile si vedono. Per dirla in soldoni, è come rivedere un vecchio amico che non si vede da anni, finendo immancabilmente per fare un paragone fra com'era quando l'avete lasciato e com'è ora che l'avete ritrovato: dentro è sempre lui, ma il contorno è profondamente cambiato, così come parla, come si rapporta, come si veste; in un primo momento, l'impatto è un pò destabilizzante, poichè ci sia aspettava altro. O meglio, ci si aspettava solamente di vedere una versione adulta del nostro amico...e invece non solo finiamo per trovare quella, ma anche maturata e forte (forse) di una certa presa di coscienza, di una certa fiducia in sé che non si preoccupa di nascondere.

Mai Più, Ispettore Bloch è un numero che vuole prendersi il suo tempo comportandosi come la premiere di una nuova stagione di un telefilm che, forte di un minutaggio extra per festeggiare il nuovo corso (nel caso dell'Indagatore dell'Incubo, forte di circa una quindicina di pagine in più) riesce a spianare la strada per più linee narrative, coinvolgendo più personaggi. Come dicevo, il numero si prende i suoi tempi, e quindi il vero divertimento arriva quasi a metà albo, ma anche questa è una mossa: invece di fermarsi per la pausa caffè, si continua la lettura curiosi (e infatti, appena finiamo queste righe, ci rituffiamo fra le pagine del fumetto). Altra bella cosa che viene fuori, è che fin dall'inizio, il pensionamento di Bloch viene trattato con molta riverenza e rispetto, come se veramente un vecchio compagno e collega si stia pensionando; questa è una cosa sinceramente molto bella, che fa capire come la Bonelli abbiamo voluto trattare con i guanti e con il dovuto tono l'evento (e poi mi ha sventato la paura che tutto fosse fatto solo per racimolare il soldo).


Pronostici Per Il Finale

Eh, bella domanda! Fortunatamente, l'albo è scritto in una maniera che non lascia assolutamente trasparire alcuni indizi su come possa finire. D'altro canto, il lettore può individuare nella storia alcuni elementi e/o personaggi che (forse, ma anche molto probabilmente) diventeranno nuovi comprimari nel cast dell'Indagatore. Tanto meglio! Un ricambio di personaggi è sempre ben accetto. Per il resto, assolutamente nessunissima idea su come potrebbe finire...il che è un bene, era da un pò che Dylan Dog non sfornava una storia dallo svolgimento imprevedibile. E questo, è già segno di un ottimo lavoro!


E questo è tutto, per il momento. Voi che ne pensate Teleguardoni? Siete d'accordo con quanto scritto? Volete aggiungere qualcosa? Per qualsiasi cosa, fateci saperci tutti i vostri pensieri e/o pareri personali qui sotto. Poi, andate pure su The Nerd Experience per sapere cosa ne pensano loro (cliccando su questo link). Noi ci si vede tra qualche ora per la recensione sèrià. Alla prossima!

- Symo

Speciale Dylan Dog #338 Fest - Parte 1: Accade Dopodomani

Il 23 Ottobre 2014, per festeggiare l'inizio della Fase Due di Dylan Dog voluta dalla Sergio Bonelli Editore per svecchiare e spantanare l'Indagatore Dell'Incubo dallo stango in cui s'era infilato, il sottoscritto e il Penna Stanca di The Nerd Experience unirono le forze per rendere al meglio delle loro forza un omaggio degno di questo nome ad uno dei loro personaggi preferiti. Questa è la prima di tre parti dello Speciale Dylan Dog #338 Fest, e come primo post, si decise di partire con il botto: una storiella breve dedicata a Dylan Dog scritta a quattro mani intitolata "Accade Dopodomani", piena di azione, citazioni e horror a manetta, che qui vi si riporta per intero.

Accade Dopodomani

di
Giulio Lepri & Simone Pozzoli

Capitolo 1: Paura

È la notte del 27 Ottobre. Due minuti a mezzanotte. Piove.
È la notte del 27 Ottobre. Un minuto a mezzanotte. Ho paura.
Dong!
Sobbalzo un attimo, leggermente. È mezzanotte.
È il 28 ottobre adesso, e nessuno sa che ho paura.
Fin qui tutto bene.
Dylan Dog uscirà domani.
E’ il 28 Ottobre 2014. Sono sveglio. E in uno stato emozionale tra il preoccupato e l’inquieto: tipo quando sai che devono interrogarti e, puntualmente, non sai un cazzo.
La pioggia becchetta l’appartamento, come centinaia di persone gentili che bussano alla tua porta, e la notte proietta nella mia stanza giochi di ombre e luci che sembrano uscite da un fumetto di Frank Miller.
In gola si dipinge la secchezza, voglio una birra. Mi serve del coraggio liquido. Perché ho bisogni di coraggio per affrontare… domani.
Giro confuso per la stanza, nervosamente; sbuffo, mi agito, sbuffo e mi agito nuovamente.
Sul tavolo, buttato lì come una cosa vecchia, sta aperto il giornale sulla pagina di cronaca nera del giorno: «Il Mostro uccide ancora. Trovata un’altra prostituta morta. La polizia che fa?».
La notizia mi fa come suonare un campanello nella testa, ma non riesco a capire: di che si tratta? Mi rimbomba nelle tempie come un senso di allarme e non capisco perché dovrei spaventarmi.
«Uaaaaargh!»
Sembra l’urlo di una donna a cui stanno sciogliendo gli occhi nell’acido solforico e invece è il mio campanello; non capisco: perché l’ho sentito in quel modo, forse… deve essere stata un’impressione. In ogni caso: chi può mai essere a quest’ora?
La domanda mette le radici alla paranoia. Respiro affannosamente. Deglutisco, e quando la saliva scivola nella mia gola mi regala la sensazione di aver ingoiato una scatola di spilli.
Mi incammino verso la porta, e più la distanza si accorcia, più la paranoia sale, più la mia mente mette la quinta e parte per di quei viaggi mentali che ti raccomando. Immagino di trovarmi fuori dall’appartamento i personaggi più disparati: Chewbacca, Corrado Guzzanti, Pantera Nera, Osvaldo Paniccia.
Allungo il braccio tremolante. La mano tocca il pomello. Respiro profondo mentre chiudo gli occhi. La pressione che sento è tale che potrei cominciare a dire cose a caso, giusto per sfogarmi un po’, «Golconda! Ramblyn! Malestorm!». Le grido nella mia testa per sentirmi meno scemo.
Spingo verso il basso e apro.
«Servizio in camera!», grida un sosia di Grucho Marx con degli occhi arancione brillante e l’alito condensato color rosso che esce dalla bocca, «A causa della crisi, possiamo cibarla solo con un cibario. Poco male! Meglio un cibo di carta che un cibo di ca…».
Il respiro mi si taglia a metà, non gli lascio finire la frase. Gli chiudo la porta in faccia e cerco di andarmene lontano dall’ingresso; ma come volto le spalle alla porta, la situazione precipita.
Una donna, un’immagine di donna dai capelli neri e gli occhi azzurri come un fantasma, si riflette nello specchio nell’ingresso. Ma l’immagine si muove, è come se volesse passare da questa parte, attraverso lo specchio.
Cerco una via di fuga mentre un braccio esce dallo specchio e si dirige verso di me. Vorrei scappare ma non riesco, sono bloccato, paralizzato come da una forza esterna. La donna muove un passo fuori dallo specchio e entra nel mio mondo, nel mondo reale.
Sudo cubetti di ghiaccio mentre me la trovo di fronte: è bellissima, sembra di un’altra epoca, odora di mare e di antichi galeoni, e di mistero. Ma che cosa ne so io di antichi galeoni? Mi sto lasciando suggestionare, è tutta sugges…
«’Ccipicchia ti ho fatto paura? Ma non devi avere paura, non voglio farti del male»
Mi accarezza il viso e, con dolcezza, appoggia le sue labbra sulle mie.
Non oppongo resistenza, assisto alla scena impotente, quasi come se fossi io il fantasma uscito dallo specchio e tutto questo non fosse reale. Già. Perché non è reale, devo convincermi di questo.
Poi mi si chiudono gli occhi.

Capitolo 2: Il Giardino delle Illusioni

Riapro gli occhi e sono sdraiato in quello che sembra una specie di parco.
Guardo meglio: oche, Fox Terrier che rincorrono le oche, gente che scappa urlando, ufficiali dell’esercito di sua maestà che al posto della testa hanno… un occhio gigantesco?
Scuoto la testa come per risvegliarmi da un incubo e improvvisamente non c’è più niente intorno a me. Sono solo io in mezzo a questo parco enorme. Ok, sono a posto. Sono right, right.
Certo, penso fra me e me, se ci fosse qualcuno – magari – potrei capire dove mi trovo, o come ci sono arrivato…
«Qualcuno ha chiamato il diavolo? In cambio della vostra anima posso fare tutto. L’unica cosa che non faccio sono i coperchi»
«Ancora tu?»
«Mi conoscete? Beh, sono una persona celebre dopotutto, il mio nome è Pinco Pallino».
Di fronte a me, mani dietro la schiena e sigaro penzolante dalle labbra da cui fuoriesce un inquietantissimo fumo rosso, sta ritto il sosia di Groucho Marx.
«Cosa vuoi da me?»
«Lo sai perché George Washington fu sepolto ai piedi di una collina? Perché era morto!».
«Io non capisco… bloody hell, che cavolo sta succedendo? Chi sei tu e dove mi trovo?!»
Mentre il baffone davanti a me farfuglia freddure e nonsense, mi rendo conto di aver detto parole strane: Right, bloody hell, espressioni tipicamente britanniche che non mi appartengono minimamente. Per la prima volta nella mia vita rimpiango di essere una persona abbastanza razionale, vorrei tanto esser preda di un attacco di panico, così da avere una buona scusa per impazzire.
Il Grucho Marx fac-simile qui di fronte a me continua a stordirmi con la sua parlantina a mitraglietta, mente nella testa mi rimbalzano domande come palline da tennis: Perché sono qui? Cosa ci faccio qui? Dov’è il qui? …E chi diamine è questo qui!? Goddamnit, cos’è questo istinto che viene dal profondo? Cos’è questa sensazione vulcanica di un desiderio oscuro… voglia di un desiderio sbagliato.. questi cattivi pensieri. Sento come lo sguardo di Satana sulla mia anima.
Nella mia mente si dipingono immagini macabre, fantasie nere, riflessi di morte, feste di sangue, accompagnate da una sinfonia mortale. Vengo troneggiato dal fastidio…non so cosa vuol dire, ma improvvisamente digrigno i denti, ringhio, vorrei aprirmi l’intestino, cavarmi gli occhi, graffiarmi la faccia, strapparmi i capelli, mangiarmi le mani dal nervoso fino a raggiungere l’osso…e ammazzare questo idiota!
«Ehi! Che fate, mi mettete le mani addosso? Siete gentile ma ho già la camicia che mi tiene caldo, non ho bisogno di una mano per…»
«Stai zitto! Non fai ridere!»
«Ma come no? Tutti siamo piccoli comici! E ogni comico ha bisogno della sua spalla, altrimenti gli cade il braccio»
«Non si scappa…non si sfugge…» dice improvvisamente una voce dal nulla.
Dal tono sembra ferita e malandata, «La morte è tutto, la morte è niente, è l’eterno lutto di ogni gente. Che arrivi lenta, o arrivi veloce, la morte ti accoglierà a gran voce. Il sorriso dell’Oscura Signora ti colpirà, e leggiadro via ti porterà, in un mondo che presto è qua. In una notte senza fine, e lontano dalla luce, della pace eterna potrai gioirne. Partita con la morte per evitar cosa c’è oltre la morte, ma è tutto inutile sfidare la sorte: abbraccia cosa viene dopo mezzanotte».
«Bloch! Non hai una bella cera, amico mio. O se ce l’avevi, c’era prima, adesso s’è sciolta».
Mi giro e un uomo di mezza età nudo e dall’aspetto malandato, quasi moribondo, tenuto al guinzaglio come un cane da una signora vestita di puro latex nero s’avvicinano a noi. Lascio andare il buffone.
«Perché?», è l’unica cosa che riesco a estrapolare dal turbine di domande che vorticano nella mia mente.
«Perché questa è la mia natura. E poi, non siamo tutti schiavi di qualcosa? O di qualcuno?»
Come per magia, sono vestito proprio come Dylan Dog: esattamente come lui.
«Giuda Ballerino!» esclamo. Di getto. Come…se fosse cosa mia…
«Vedi? Anche se si chiama giardino delle illusioni, questo posto è molto più vero di quanto credi. Del resto, chi siamo noi per dire cosa è illusione e cosa no?»
«Ma…accade domani… io…non sto capendo…o forse non ho mai capito?»
«Dailan, ma che dici? Hai la febbre?»
«Dailan? Ma tu…adesso sei bionda? Ma come…ma io sono Dylan! No, aspetta…ero Giulio…o forse ero Simone? Chi ero? Chi sono!? Cosa sono!?!?».
Scappo. Non so dove, ma scappo. Fuggo lontano. Devo mettere più metri possibili fra me e questa follia, trovare un senso, o una via di fuga…
«Che cazzo succede?!», mi guardo intorno e il mondo è impazzito, di nuovo.
La gente si sta ammazzando per strada, in preda a una pulsione omicida irrefrenabile; quasi come posseduti, una moltitudine di uccisori si trova intorno a me, ma in qualche modo riesco a passare inosservato in mezzo al caos.
Correndo scorgo una statua di Peter Pan dagli occhi indemoniati sporca di graffiti macabri e volgari. Improvvisamente tutto si fa chiaro e 2+2 torna a fare quattro: questo è Hyde Park. Siamo a Londra. La Londra di Dylan Dog.
Mi serve un angolo tranquillo per pensare, per riflettere.
Esco dal parco e trovo rifugio in un negozio di elettrodomestici, scavalco la vetrina distrutta pestando cocci di vetro con le mie Clark’s beige e mi rintano dietro il bancone sotto la cassa, in un punto in cui nessuno può vedermi, appoggio i gomiti sulle gambe e unisco le punte delle dita delle mani di fronte ai miei occhi; trovo questa posizione insolitamente comoda e mi aiuta a ragionare.
Sono a Londra, nella Londra di Dylan, devo esserci arrivato attraverso lo specchio da qui è uscita quella donna così strana… Morgana, già! Morgana viaggia sempre attraverso il tempo e lo spazio nelle storie di Dylan, deve essere stata lei. Ma come posso tornare a casa? Se la ritrovassi forse… Ma come? Mmm… devo trovare un modo.
Allora, sono in una dimensione parallela, e devo tornare a casa. Ho incontrato Morgana, Groucho, Bloch, Mater Morbi e persino Bree Daniels. Manca soltanto…
«Ti ho stanato finalmente Dylan, ecco dove ti eri cacciato!»
Una voce riecheggia sinistra nel piccolo negozio. Mi sporgo quanto basta e vedo un uomo magro, emaciato, in abito scuro e con un cravattino alla texana:«Xabaras!».
Il Killer di turno non poteva che essere quel pazzo che adesso mi punta la pistola in fronte sghignazzando:«Ti ucciderò figlio mio, e poi ti darò il mio siero della vita eterna, e finalmente vivremo insieme per sempre: come una vera famiglia, ahahahah!»
Frugo le tasche alla disperata ricerca del revolver, ma proprio come nel fumetto Dylan non porta mai con sé la sua arma ma gliela lancia Groucho all’ultimo. Così mi sporgo dal bastone, fiducioso che la follia in cui sono capitato farà il suo dovere e il mio baffuto sottoposto mi lancerà l’arma al momento giusto.
Socchiudo le palpebre e inspiro profondamente.
Andrà bene. Andrà tutto bene. Andrà tu…
Bang!
«Ahhh!»
Apro un occhio a metà. Xabaras è stato disturbato da qualcosa all’ultimo momento e ha sbagliato il colpo.
Il mio salvatore non ha i baffi, ma quattro zampe e una coda… «Botolo!» esclamo riconoscendo il levriero afgano amico di Dylan.
La pallottola si imbuca in uno stereo polveroso che, posseduto dallo spirito del Jukebox di Fonzie, si accende sparando a tutto volume Don’t stop me now dei Queen.
Approfitto della confusione per agguantare da uno scaffale un frullatore e spaccarlo in testa al mio nemico con l’aiuto del fido Botolo.
Xabaras ora giace a terra, forse stordito o forse morto, mentre il cane scodinzola con gioia per salutarmi. «Bravo ragazzo, mi hai salvato la vita» gli sussurro grattandogli la testa, nel frattempo ho una rivelazione: se c’è Botolo allora ci deve essere anche lui.
Lui può portarmi a casa, e c’è solo un posto dove può essere in questo caos.

Capitolo 3: Craven Road N° 7

La piccola casa in mattoni rossi si trova proprio davanti a me.
Ho dovuto rubare una cartina in un'edicola per trovarla, ma l'edicolante era piuttosto
impegnato a farsi una collana con l'intestino di una signora che si era lamentata per il resto sbagliato, così non aveva fatto caso a me.
Frugo nelle tasche sperando di avere più fortuna che con la pistola, ma la storia è sempre quella: Dylan è il solito smemorato.
Quasi sono felice però: ho finalmente una scusa per sentire davvero il famigerato campanello. Ma mentre allungo il dito per premerlo la porta si apre da sola con un fastidioso scricchiolio sinistro.
Varco la soglia, ormai sono pronto a tutto, e in fondo al corridoio scorgo due piccoli occhi verdi scintillanti in mezzo al buio.

«Non avere paura, vieni avanti, ti stavo aspettando».

Mi accoglie una voce profonda, sicura, ma anche un po' severa. Mi sento un po' strano ma decido di avvicinarmi. Così lo vedo.
Seduto sulla poltrona in soggiorno, mentre agita sinuosamente la coda nera,Cagliostro si trova proprio davanti a me, Finalmente potrò tornare a casa. Forse.


Il campanile della piazza segna mezzogiorno, e il promemoria del cellulare dice che è il 29 Ottobre 2014: oggi è uscito Dylan Dog.
Confuso su come sia tornato nel mio appartamento, mi alzo dal letto e mi vesto alla rinfusa, sollevato dal non trovare sparsi in terra camicie rosse o giacche nere di dubbia provenienza. Scendo in piazza focalizzandomi solo sull'acquisto del nuovo Dylan, e lascio che questo pensiero mi faccia mi impedisca di ricordare quello che ho... Sognato? Vissuto? Interpretato? O forse ricordato? Al momento, voglio solo dimenticarlo.

Arrivo al chiostro, sgancio i soldi e l'edicolante mi serve il #338; ora voglio solo rilassarmi ed accompagnare la lettura con un bel thè bollente, poi potrò scervellarmi e capire quello che ho visto, e soprattutto, chi.
Ringrazio l'edicolante, che se no si offende e mi fa il sovrapprezzo per ripicca: «Hamlin! Gentile come sempre». 
Poi mi si gela il sangue nelle vene per quello che ho appena detto.
Mi giro e quel che vedo è solo Safarà che scompare, insieme al rieccheggiar di una voce che dice: «A buon rendere, Signor Dog». 

Rimango di sasso, immobile e prigioniero di sensazioni contrastanti: meraviglia, stupore, panico, ansia, curiosità, paura. Non riesco a trovare un senso o un determinato perché a tutto questo: anche se non ho una mente scientifica, tutta la logica, tutto il senso e l'ordine mi crolla addosso. Molte, troppe domande sono senza risposta, e io sono troppo esausto e sfinito per trovare una risoluzione a questo enigma, mi arrendo all'evidenza che questa cosa sia semplicemente successa e che ora sia parte di me, come un'arma a doppio taglio: emozionato sogno e terrificante incubo.

E come diceva H.G. Wells"L'uomo non dovrebbe consentire all'orologio ed al calendario di offuscare il fatto che ogni momento della propria vita è un miracolo, ed un mistero, anzichéno".

FINE
dell'episodio 



E allora? Che ve ne pare, cari Teleguardonissimi? Piaciuta la storiella? Sia che si, sia che no, esprimetevi facendocelo sapercelo con un commentino qui sotto.

- Symo & Penna Stanca
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