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lunedì 10 ottobre 2016

Superior Iron Man di Tom Taylor (la recensione)

Devo proprio dirlo: i nove, brevissimi numeri di Superior Iron Man sono stati una lettura estremamente godibile ed appassionante; questo perché Tom Taylor riesce ad avere la botte ubriaca e la moglie piena. Mi spiego meglio in questa recensione.


Dati Generali:
Testi: Tom Taylor
Disegni: Yildiray Cinar, Laura Braga & Filipe Watanabe
Anno di Pubblicazione: 2015
Etichetta: Marvel Comics
Volume Contenente: Superior Iron Man #1-#9
Prezzo: ND

Trama:
Tony Stark costruisce un armatura semi-senziente e si trasferisce a San Francisco, stabilendo la sua base sopra le ceneri della prigione di Alcatraz rinominandola Stark Island. Ma quello che il mondo ha di fronte non è il solito Iron Man, ma una versione più spregiudicata e che ha abbandonato ogni forma di moralità, cosa che si vede a partire dalla sua ultima invenzione: la distribuzione gratuita della Extremis 3.0 App, una nuova versione del bio-virus che consente a chi l'assume di raggiungere il massimo del potenziale umano per 24 ore. Ma cosa succede quando la versione di prova finisce? Cosa succede quando il mondo deve venire a patti col tuo cambiamento?

Il mio Parere:
Lo sceneggiatore che sta attualmente scrivendo le gesta della ex-X-23 (ammazza che gioco di parole...) ora nuova Wolverine, riesce in quello che, di primo acchito, potrebbe non sembrare il compito più difficile: interiorizzare la stronzaggine del protagonista e fornire a Tony Sterko una caratterizzazione non solo da villain ma, sopratutto, da vera merdaccia. Qualcuno potrebbe dire il contrario, ma in verità questo era il passaggio più importante, perché se non ci fosse stato un protagonista irritante, insopportabile, ricattatore, amorale e narcisista, sarebbe venuto a mancare non solo il perno della serie, ma anche la tematica trainante della stessa.

Ma Taylor ce la fa a scrivere questo Iron Man più cattivo dei cattivi stessi, riuscendo ad accontentare addirittura più fasce di pubblico; se tra i lettori della serie ci sono persone come il sottoscritto che hanno sempre considerato Iron Man in inguaribile stronzo, il modo in cui si comporta in Superior Iron Man funge come messaggio alla nazione che dice: "avete sempre avuto ragione". Mentre se tra il pubblico ci sono dei die-hard fans del Vendicatore Corazzato, quest'ultimi vedranno la caratterizzazione di Taylor come un modo per metterli fuori strada, creando situazioni narrative che possano mettere il lettore in dubbio e fargli dire: "ma non è che per tutto questo tempo ho difeso il peggior degli esseri umani?". Per dirla con un paragone famoso, qui Tony Stark è un Walter White/Heisenberg in stato di grazia, armato però di armature all'avanguardia e fondi monetari pressoché illimitati che ammette (finalmente, aggiungerei) di essere nient'altro che un fiero industriale approfittatore.


Passando subito ai disegni, obiettivamente bisogna dire che il comparto grafico è altalenante. Laura Braga e Filipe Watanabe non sono disegnatori malvagi, ma si vede che il loro stile cerca semplicemente di omologarsi a quello del ben più bravo Yildiray Cinar, cercando di dare al disegnatore titolare (Cinar, appunto) il tempo che gli serve per recuperare energie tra un numero e l'altro, ma anche di dare ai lettori una continuità di stile e non "traumatizzarli troppo" quando il disegnatore principale si riposa un attimo in panchina. Ci si riesce in parte: la continuità artistica si avverte, ma anche e sopratutto il divario stilistico tra i tre. A parte il mediocre stile di Watanabe e Braga (dove questa scimmiotta un pò troppo Sara Pichelli, a mio parere), Cinar al contrario è veramente bravo e pur non avendo uno stile particolarmente ricercato, il disegnatore riesce a sfornare tavole di grande impatto, poiché fortemente espressive, dinamiche, semplici ed efficaci. Insomma, meno fumo e più arrosto e la formula è più che soddisfacente. E' vero che i dettagli rendono grande una storia e i disegni, ma anche troppa attenzione ai dettagli rischia di distrarre da tutto il resto. Quindi preferisco sempre disegnatori con meno fronzoli, ma con più sostanza.

Perché siamo passati subito ai disegni, che di solito è sempre l'ultimo punto di cui ci occupiamo? Perché siccome parliamo di una serie intera, adesso dobbiamo parlare anche dei difetti.


Qualche lettore disattento, superficiale o non informato sui piani editoriali della Marvel Comics, direbbe che ci sono dei problemi a livello di sceneggiatura nella seconda e ultima parte della serie: parte formata dai numeri #6-#9 della serie, raccolta poi nel volume intitolato Stark Contrast. Beh, hanno ragione, ma non perché Taylor non sappia scrivere, ma perché c'è stato costretto. Il concept dell'Iron Man Superiore nasce dalle ceneri dell'illeggibile Axis e precede il crossover Secret Wars (2015), a cui sarebbe succeduto a sua volta il rilancio editoriale conosciuto come All-New, All-Different Marvel: rilancio che avrebbe visto l'arrivo di nuove testate, nuovi numeri #1 e nuovi team creativi (ad Iron Man è toccato Brian Michael Bendis nella sua forma peggiore).

Alla luce di ciò, Superior Iron Man funge, agli occhi della Marvel, semplicemente come un tappabuchi e modo per riempire un vuoto formato da Kieron Gillen, il quale lasciò la testata di Iron Man per poter scrivere la magnificherrima Star Wars: Darth Vader accompagnato dai disegni di Salvador Larocca. Taylor però è indubbiamente un professionista e delinea una successione di eventi per cui era prevista una spiegazione molto più ampia dove, ogni trama sollevata, sarebbe stata protagonista di un arco narrativo apposito e che l'avrebbe sviluppata in lungo e in largo. La cosa ovviamente non succede e Tom Taylor si trova tristemente a stipare il tutto in soli quattro numeri.

Il divario tra il primo volume, Infamous, e il secondo è infatti enorme. Infamous (che comprende i numeri #1-#5) è uno spettacolare arco narrativo che ha si il compito di introdurre Bluetoothman il nuovo, vecchio Iron Merd, ma ha anche uno straordinario ritmo incalzante reso possibile da un espediente narrativo di classe: l'inserimento di Devil come "antagonista" del protagonista. E' vero che entrambi, in passato, si sono macchiati da azioni da vero villain (Devil poi...), ma è indubbio che Matt Murdock ha uno spessore morale più spiccato ed accentuato di quello di Tony Sterko. Ergo il senso della giustizia del Diavolo Custode si contrappone a quello del Vendicatore Corazzato, finendo irrimediabilmente per descrivere il protagonista perché contrapposto ad un personaggio che è l'opposto di lui, spiegando in maniera facile ed efficace al lettore con chi hanno a che fare. Stark Contrast però non ha la stessa fortuna del suo predecessore e vede la risoluzione frettolosa, superficiale e prematura di storylines che avrebbero potuto dire veramente qualcosa di interessante, se solo ce ne fosse stato il tempo.


La storia della paternità di Teen Abomination legata ad un importante personaggio del passato di Sterko; la rivalità tra Tony e Pepper Potts in ambito aziendale; la sfida fisica tra Iron Man e Rescue; il mistero dietro la Mark II diventata senziente ed alleata di Pepper. Tutte storie che hanno un inizio e una conclusione, ma avvenuta nel modo che non ci si aspettava, ne tanto meno meritava. E' indubbio, sopratutto leggendo il finale di Superior Iron Man, che Taylor si è trovato non solo ad accelerare la tabella di marcia, ma anche a fare dei tagli ai suoi piani per poter comprimere tutto in soli quattro numeri, poiché la serie avrebbe chiuso i battenti per forza di cose. Difatti, nell'ultima splash-page si nota come i piani dello sceneggiatore non si limitavano ad una run di una ventina di numeri, ma a qualcosa di più. Per tanto, quella che oggi è per forza di cose la conclusione ufficiale della saga Superior Iron Man, nella testa di Tom Taylor era la fine di un primo, grande capitolo che purtroppo non possiamo vedere. Certo, c'è qualche esaltante contentino in Stark Contrast, come la battaglia senza quartiere tra lo Stronzo di Stagno e la Mark II senziente, ma poca roba.

Conclusioni:
Superior Iron Man è una saga appassionante e ben scritta sopratutto per una attenta e sopraffina caratterizzazione del protagonista. Caratterizzazione che, oserei dire, rivoluzionaria: non nel senso assoluto del termine, quanto più indirizzato ad Iron Man stesso, il quale si comporta finalmente per quello che è e non maschera le sue azioni dietro a del finto buonismo. Purtroppo la fastidiosa e annuale accoppiata crossover + rilancio editoriale ha fatto si che la serie si concludesse in maniera prematura e affrettata, cosa che ha precluso al lettore il piacere di potersi gustare il naturale evolversi di succose trame. La Marvel dovrebbe imparare a scollarsi un pò da sta cosa del crossover + rilancio editoriale, perché è come mandare avanti una relazione amorosa tra litigi e perdoni mensili: non si può, alla lunga diventa patologico. Sopratutto perché quando ci sono spunti interessanti e audaci come questo, non li si sfrutta e li si lascia cadere nel dimenticatoio: il che è un vero peccato. In ogni caso è comunque una lettura consigliata per tutti quelli che vogliono leggere di un personaggio conosciuto sotto vesti veramente spregiudicate.

- Symo

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