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venerdì 2 settembre 2016

Guardians Of The Galaxy: New Guard, Vol. 1: Emperor Quill (Baloon Central #77)

Questa sarà una recensione molto, ma molto, ma molto sofferta, perché dovrò dire cose molto scomode su uno scrittore che adoro e con cui sono cresciuto, oltre che nell'avermi accompagnato nella mia crescita come lettore. Oggi, recensione di Guardians Of The Galaxy: New Guard, Vol. 1: Emperor Quill: primo volume della nuova era dei Guardiani Della Galassia di Brian Michael Bendis.


Dati Generali:
Testi: Brian Michael Bendis
Disegni: Valerio Schiti
Anno di Pubblicazione: 2015-2016
Etichetta: Marvel Comics
Volume Contenente: Guardians Of The Galaxy (Vol. 4) #1-#5
Prezzo: ND

Trama:
Una piccola luna gravita intorno a Battleworld. Unico problema: non è una luna, è una stazione orbitante. E' Ovunque, la testa di un Celestiale trasformata in base operativa dei Guardiani Della Galassia e (in qualche modo) sopravvissuta al collasso del Multiverso. In questa colonia piena di detenuti e criminali, c'è un sacco di lavoro da fare per mantenere la "pace". Ma una nuova minaccia si staglia su Ovunque...

Il mio Parere:
Purtroppo Bendis c'ha un vizietto, quello di prendere personaggi al di fuori dei suoi gusti/delle sue competenze e scriverne le storie, finendo per rivisitare interi anni di continuity solo per piegarli ai suoi gusti e scriverli come dice lui. Con alcuni può andare bene, ma con altri no: Guardiani Della Galassia sopratutto, visto che la gestione di Bendis è arrivata dopo la brillante e mai dimenticata run di Dan Abnett e Andy Lanning. Con il dream team Abnett/Lanning, i Guardiani avevano trovato spessore, frizzantezza e una identità da adorabili outsiders, che gli catapultò immediatamente dalla Serie B alla Serie A. Erano eroi grandi protagonisti di grandi storie, ma non si ponevano mai al lettore con un piglio sbruffone, supponente o esibizionista. Con Bendis si.


Con Bendis, i Guardiani Della Galassia sono diventati la copia pacco di quanto mostrato al cinema, tant'è che molti lettori (sottoscritto compreso) cominciano ad avere il sospetto che lo sceneggiatore sia stato messo al timone della serie solo per farla diventare una commercialata e trasformare la serie in quello che ci si aspetta di vedere nel fumetto dopo aver visto il lungometraggio, contribuendo quindi alla perdita d'identità del team originale in favore di qualcosa che vada incontro a quello che è l'immaginario collettivo. Per tutta la sua gestione va detto che ci sono delle trovate carine e anche originali, idee che senza dubbio suscitano curiosità. Il problema è che sono poi sviluppate male e la trama che si legge non è altri che un pretesto per azzeccare botte e scene di combattimento, lasciando che il disegnatore faccia tutto il resto e si diverta nel suo piccolo esercizio di stile. In più, Emperor Quill va ulteriormente demonizzato perché Bendis prende praticamente la stessa trama con gli stessi svolgimenti di Guardiani Di Ovunque: il tie-in che ha sostituito il mensile dei Guardiani nel crossover di Secret Wars. Cambia giusto formazione e il fatto che Emperor Quill venga a patti con dei cambi di status-quo che fanno brodo con la continuità; è vero che anche Guardiani Di Ovunque lo era, ma qui ancora di più, poiché la continuità delle miniserie di Guerre Segrete 2015 aveva una continuità relativa. Ogni volume è una saga dove non succede nulla, dove si parla per mezzo di dialoghi scadenti e logorroici, dove le pagine sono occupate letteralmente dal nulla cosmico, dalle battutine e da cliffangher di quart'ordine. Questo andazzo or ora descritto si ripete ogni volta per ogni numero, marciando a suon di: cambi di roster, colpi di scena avvenuti nell'ultima pagina e cambi di status-quo inseriti e tolti con troppa fretta. Qui non si fa eccezione.


Per tanto, l'unica vera star della serie è (oltre alla Cosa, chiaro) l'Italianissimo Valerio Schiti, il quale sfoggia uno stile della madonna. Ulteriormente impreziosito dai colori di Richard Isanove, Schiti qui raggiunge la maturità della sua arte che si dimostra affamata di precisione, dettagli, espressività e grande spettacolarità visiva. E' uno stile ormai maturo il suo, ma anche voglioso di non soffermarsi alle conquiste raggiunte e di migliorare ancora: e su questo non si può elogiarlo in tutte le lingue conosciute dall'uomo. Vorrei dire di più al riguardo, ma le spalsh-page scelte per questa recensione descrivono la padronanza della sua arte meglio di quanto non possa farlo io.

Conclusioni:
Emperor Quill va valorizzato solo i disegni di Valerio Schiti e i colori di Richard Isanove, i VERI eroi galattici di questo volume. Per il resto... beh, magari è troppo cattivo dire che è tutta monnezza, ma i buonismi non mi sono mai piaciuti. Quindi si, noia mortale questo volume. I Guardiani Della Galassia scritti da Michael Bay. Brian Michael Bayndis: ti chiamerò così d'ora in poi. Lasciate ogni speranza, oh voi che entrate.

- Symo

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