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mercoledì 11 novembre 2015

Pokèmon: Le Origini - la recensione (ASCW Classic #23)

Per la serie: "Ogni tanto ritornano"? Macchè, per la serie: "Credi che se ne sia andato e invece no". Ogni decade c'ha la sua droga: gli anni '60 hanno LSD, gli anni '80 l'eroina, ma gli anni '90 invece c'hanno Pokèmon, quel videogioco in apparenza spastico ma in realtà più hardcore e strategico di quanto si pensi; Pokèmon, per quelli nati nel 1990 e 1991 (toh, massimo massimo, 1992), rappresenta un capostipite della propria infanzia, una tappa importante non solo nella propria carriera personale di videogiocatore, ma anche di persona. Oltre alla fighezza del gioco in sè, Pokèmon era un'importante evento sociale che spingeva innocenti e immacolati piccini...ad essere travolti dal sadico gusto della competizione, a passare pomeriggi interi a potenziare i propri mostriciattoli e umiliare gli amici-avversarsi durante l'intervallo. Il problema è che quella maledetta, bellissima cartuccia metteva una assuefazione tale, che il ragazzo dagli anni '90 non se ne è mai liberato: tu, che sei degli anni '90, credi di esserne fuori...ma in verità non è così, ed è per questo che il sottoscritto vi sta parlando di Pokèmon: Le Origini ed è per questo che tu la stai leggendo. 


Se ne è così assuefatti, che ogni tanto uno esclama: "Cià ma vediamo come vanno le cose nel Mondo dei Pokèmon", e si va ad informare su come sta quel gioco che ormai ha ben 18 anni di vita e che ora lo vede come quell'amico di infanzia con cui giocava sempre (ma che ora abita lontano), su quali novità sono state introdotte, quali nuovi PKMN sono stati creati, se sono fighi come quelli della storica e inossidabile Generazione Uno ecc, ecc. Proprio in uno di questi momenti, il sottoscritto è ricaduto nel vortice della droga Pokèmon, fattaccio che non solo l'ha portato a spararsi delle sessioni di Pokèmon Nero 2 a livelli calistenici, ma l'ha anche portato alla scoperta dell'anime protagonista di questo post: Pokèmon: Le Origini, per l'appunto. Di cosa parla? Moh ve lo si spiega.

Dimenticatevi quell'incapace pistolotto demente di Ash Ketchum, perchè quest'anime di sole quattro puntate riprende in maniera diretta gli eventi narrati nei primi videogames della quasi-ventennale saga; niente Ash quindi, niente Pikachu rompicoglioni, niente improbabili compagni di viaggio scassacazzo e al limite dell'acidità, e niente Gary "precisino della fungia" Oak. In questa cortissima serie animata avremo per protagonista Rosso, il personaggio che utilizzava il giocatore quando si muoveva per la regione di Kanto in Pokèmon Rosso e Blu, i cui obiettivi del suo viaggio sono quelli ormai noti a tutto il mondo: sconfiggere gli otto Capipalestra, accedere alla Lega Pokèmon, battere i Superquattro, diventare Campione, catturare tutti i Pokèmon, completare il Pokèdex e umiliare quando possibile il proprio rivale (Blu, che qui non si può rinominare, spiace). Detto in soldoni, insomma, cos'è Pokèmon: Le Origini? Le edizioni Rosso e Blu in versione animata, niente di più, niente di meno. E dunque? Com'è questo ritorno di fiamma dall'infanzia? Purtroppo il cartoon nipponico raggiunge pienamente la sufficienza, ma oltre non va, il che è un fottutissimo peccato perchè poteva essere fatto decisamente meglio e sopratutto con un pò più di rispetto; ovvio, ha i suoi momenti alti, c'è tanto amarcode e fan-service, ma Le Origini viene promosso con 60/100 solo perchè è Pokèmon: fosse stato un altro cartone, sarebbe stato stroncato senza pietà. Che voglio dire con questo? Spieghiamolo meglio attraverso Pro e Contro.


Pro:
C'è di buono che è Pokèmon Rosso e Blu in versione animata. Abbiamo quindi le trame e gli svolgimenti che non solo hanno fatto la storia di questo franchise, ma che ancora oggi continuano ad influenzare la costruzione base di ogni gioco riguardante questi esserini tascabili. Abbiamo anche delle tematiche più serie, delle battaglie più avvincenti e più fedeli all'opera originale e dei personaggi più carismatici; quando prima si diceva che il cartoon riprendeva direttamente Rosso e Blu, s'intendeva pure a livello di temi, quindi la serietà di certe tematiche vengono riproposte con la stessa importanza anche qui. Proprio per questo, Le Origini è un prodotto che si permette di differire dalla nota serie animata (in onda dal '97) a livello di toni e azione: è infatti un prodotto più maturo che non si lascia spaventare nel trattare elementi scomodi (come la morte dei Pokèmon), nel mostrare veri e propri cattivi come il Team Rocket (qui mostrati come autentici terroristi senza cuore e scrupoli) e battagli più violente combattute da esseri che non ripetono il loro nome a ripetizione come dei cerebrolesi (fanno infatti dei versi come tutti gli altri animali); inoltre, il protagonista ha un vero e proprio cazzutissimo Charizard, e non uno svogliato fannullone come quello di Ash. Il character design, poi, è fedele a quelli realizzati da Ken Sugimori (artworker ufficiale dei Pokèmon) in tutti questi anni, l'animazione è molto fluida e scorrevole e il livello di qualità non s'abbassa mai (che se si abbassava in quattro puntate, era grave); pure la traduzione e l'adattamento ha subito un trattamento certosino, cercando di rifarsi il più possibile alle edizioni a noi care, sopratutto tenendo presente che la versione Blu è stata rilasciata solo per il mercato Europeo e Americano (in Giappone c'è la Verde, contrapposta a quella Rossa).

Contro:
C'è di brutto, però, che Le Origini è un'anime fine troppo corto; di fatti, per presentare tutta la trama in sole quattro puntate essa ha dovuto subire un taglio che manco i fondi per la scuola pubblica e l'istruzione oggigiorno. A onor del vero, alla luce di questa (grossa) problematica, questa serie non è tanto la versione animata di Rosso e Blu, quanto suo animato riassuntone; per poter presentare tutto il gioco in sole quattro puntate da venti minuti l'una, sceneggiatori e produzione hanno dovuto individuare all'interno dell'opera originale i momenti più significativi e/o determinanti per la crescita personale di Rosso, che si sono ridotti a: la scelta del Pokèmon Starter, la Prima Palestra, la Torre Pokèmon di Lavandonia, parte dell'assedio alla Silph SPA, l'Ultima Palestra, la sfida contro il Campione della Lega e la cattura di Mewtwo. Tutto il resto invece? Tutto il resto viene semplicemente riassunto in maniera molto deludente all'inizio della puntata da Rosso stesso un pò come avveniva in Rosso Fuoco/Verde Foglia quando si riprendeva la partita, cosa che lascia seriamente l'amaro in bocca perché certe trame meritavano di essere approfondite ed esplorate in tutta la sua interezza, magari permettendo alla serie un maggior numero di episodi; questo, però, non è stato possibile perché Le Origini viene usato sopratutto come mero pretesto per pubblicizzare i nuovi recenti capitoli videoludici di Pokèmon: X e Y, e dunque bisogna arrivare in fretta e furia alla fine per mostrare una nuova meccanica di gioco legata alle MegaEvoluzioni. Questo non solo è un peccato, ma è anche un pò da stronzi: usare così un pilastro del genere solo come mezzo di pubblicità è un pò come sputare nel piatto dove si mangia. E poi, il protagonista, non subisce la stessa diabolica tortura che noi giocatori eravamo costretti a subire: quando entra nelle grotte, non viene assalito da quattordicentomilanta Zubat. 


In conclusione si può dire che, purtroppo, Pokèmon: Le Origini non rende la dovuta giustizia a quello che i capitoli Rosso e Blu della storia dei Pokèmon rappresentano non solo per il franchise e i videogame, ma sopratutto per i suoi giocatori; se non fosse per i Pokèmon, come si diceva, il cartoon si sarebbe dimenticato in fretta. Nonostante tutto, pur nella sua natura di occasione mancata, Le Origini rimane comunque un prodotto da non perdersi per i fan dei PKMN proprio per la sua particolare natura di tentativo di essere un pò più serio dell'anime principale; non aspettatevi il capolavoro, ma solo un piacevole viaggio nei ricordi. 

Ora, detto questo, ecco che vi si risponde alla domanda che mi state facendo da quando avete iniziato a leggere il post: Dove posso guardare questi quattro episodi? Qui sotto e tutti e quattro completamente in Italiano (e poi non dite che non vi si vuole bene):








E allora, cari Teleguardoni? Come è andata la visione? Siete d'accordo con quanto scritto? Voi cosa ne pensate? Fatecelo sapercelo!

- Symo

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