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lunedì 29 maggio 2017

Secret Wars 2099 (la recensione)

Come detto qui, diamo il via ad una nuova Rassegna Stampa che ci terrà compagnia per un bel pò! Dopo aver affrontato le produzioni cinematografiche di franchise come Lupin IIII Cinque Samurai e I Cavalieri dello Zodiaco, spostiamoci un pò sui fumetti: in particolare, su Secret Wars 2015. Da oggi in poi, ogni settimana, tratteremo di un volume/storia legata al crossover e ne faremo la recensione, fino a recensire tutti i volumi di cui è composta la saga. Questa volta si continua con GUERRE SEGRETE 2099.


Dati Generali:
Testi: Peter David
Disegni: Will Sliney
Anno di Pubblicazione: 2015
Etichetta: Marvel Comics
Volume Contenente: Secret Wars 2099 (Vol. 1) #1-#5
Prezzo: 3,30 € (cad.)

Trama:
Quando tutto finisce, è tempo di tornare al futuro. Sotto una nuova luce, torna il mondo del 2099 e con personaggi mai visti prima e che fanno le loro prime apparizioni - tra cui i Vendicatori 2099. Possono gli Eroi Più Potenti Della Terra contrastare il potere delle mega-corporazioni?

Il mio Parere:
Peter Allen David, affettuosamente chiamato dai fan PAD, è sempre uno scrittore di fumetti con le idee giuste, con le trame sviluppate in linea con la sua idea e con delle caratterizzazioni sempre sopraffine e mai banali. Sin da i suoi esordi, PAD è stato superlativo; certo, come tutti c'è indubbiamente l'opera che si ricorda più di molte altre, ma tra i suoi lavori è sempre stato difficile trovare qualcosa di mediocre o addirittura di illeggibile. Almeno, questo fino ad oggi.


Uno dei lavori più difficili del mondo è quello di lavorare con la fantasia: sia che si parli di fumetti, ma anche di altri media artistici che prevedono l'utilizzo di idee originali come film e musica. Il perché? L'atto di proporre un idea, oltre che il processo mentale che ti porta a darle vita, non è una cosa che si impara. O ce l'hai, o non ce l'hai. Tutto il resto, le tecniche che poi ti aiutano a ridefinire l'idea grezza in qualcosa di ben studiato, quelle si che si possono imparare; ma l'avere l'idea, beh, quello no. Il problema? E' che se lavori con le idee, per tirare a fine mese devi comunque creare e, tristemente, nemmeno con i più sudati sforzi c'è sempre l'idea giusta. Secret Wars 2099 è un po' quello che è successo a Peter David, scrittore che (ultimamente) sta passando una fase di magra e di pochezza di idee, forse dovuto a due fattori: l'esaurimento dell'elasticità mentale che permette la creazione delle idee migliori; i recenti problemi economici resi noti dall'autore. Problemi di soldi o meno, problemi con il processo creativo o meno - che sicuramente hanno influiti a trasformare questa mini in una fetecchia di carta - il più grave errore di PAD è stato quello di usare personaggi fuori dal suo ordinario.

Ok, PAD palesemente non aveva idee per Secret Wars 2099, se non introdurre quei due/tre personaggi che sarebbero serviti nella gestione di Spider-Man 2099 dopo il rilancio dell'All-New, All-Different e giocare un po' con Miguel O'Hara rendendolo più simile all'odioso Tyler Stone, sfruttando così il potenziale dell'evento Secret Wars per togliersi qualche sfizio. Da scrittore esperto, sapeva che avere degli più che oltre modo abbozzatissimi dettagli non era abbastanza per costruire una storia, magari di cinque numeri, così da azzeccare più dindi. E qui arriva l'errore. PAD decide di seguire ingloriosamente la moda, scegliendo i Vendicatori come protagonisti principali, rivisti però in salsa 2099; così facendo, il lettore legge perché ci sono gli Avengers del film, trovandosi però delle versioni inedite e piuttosto differenti dalle originali. Benché il background sia accattivante, le caratterizzazioni sono piuttosto macchiettistiche perché i personaggi scelti non sono nelle corde dello scrittore, che quindi non può usarli e sfruttarli come suo solito, trasformando la narrazione in un susseguirsi di cliché e sequenze senza appeal. Ci sta che uno non abbia idee, però non ci sta che pure in momenti di difficoltà si prende la decisione sbagliata che mina tutta la narrazione. Nemmeno poi le varie citazioni e perculate al 2099 e la cultura anni '90, oltre che una rivisitazione (sempre il salsa 2099) di Avengers/Defenders War possono metterci una pezza.


Sui disegni di Will Sliney, invece, dipende un po' come la pensate. Se siete dei tipi che si accontentano, non è il peggio che si può trovare in giro; insomma, sempre mille volte meglio Rob Liefeld. Alla fine, a livello anatomico ci siamo ed Will Sliney è funzionale all'esecuzione; non lascia spazio ad interpretazione e, preferendo non ricamare troppo al disegno con abbellimenti grafici, va dritto al punto fornendo tavole magari non spettacolari ed eleganti, ma capibili da tutti. Se invece siete dei tipi pretenziosi, Sliney ha un sacco di difetti e lacune a su più fronti nel disegno, tra cui una eccessiva legnosità nelle espressioni del corpo e dei visi, oltre che una somiglianza spaventosa allo stile del cel-shading che, insomma, anche no.

Conclusione:
Secret Wars 2099 è la teoria della vita di Sick Boy applicata ai fumetti.

- Symo

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