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venerdì 25 marzo 2016

Uomo Ragno - Diventare Un Arrampicamuri (la recensione)

Oggi, parliamo di una storia meritevole di una lettura e non troppo capita dal pubblico. Oggi, parliamo di UOMO RAGNO: DIVENTARE UN ARRAMPICAMURI


Dati Generali:
Testi: Dan Slott
Disegni: Ramón Pérez
Anno di Pubblicazione: 2014
Etichetta: Marvel Comics
Volume Contenente: Amazing Spider-Man #1.1-1.5 (Vol. 1)
Prezzo: 3,30 € (cad.)

Trama:
Peter Parker è diventato l'Uomo Ragno dopo la morte di Zio Ben. Ma il cambiamento è davvero avvenuto così da subito, o si è passato un periodo di confusione e formazione? Dan Slott e Ramòn Pérez ci raccontano la storia segreta dell'Uomo Ragno!

Il mio Parere:
Avevo letto pareri molto contrastanti riguardo a Amazing Spider-Man: Learning To Crawl, ma sinceramente, non l'ho trovata così malvagia: anzi, mi sono divertendo parecchio a leggerla. Sia chiaro che non è un retelling delle origini dell'Uomo Ragno, quanto più un filling the gaps, un semplice (ma molto sentito e molto umano) approfondimento dei primi periodi di Peter Parker come Uomo Ragno. Un'aggiunta di sfumature e particolari negli episodi successi dietro le quinte tra Amazing Fantasy #15 del 1962 e i primi circa dieci numeri di Amazing Spider-Man. Si scopre che Peter, come tutti i ragazzi, dopo la morte dello zio che gli ha fatto praticamente da padre, era giustamente un poco intrattabile e che il passaggio da figura dello spettacolo, ad eroe, non sarà poi così immediato. E' un ragazzo giovane, immaturo ma sveglio e che sta imparando un mestiere privo di guide e manuali.


Io non ci vedo un personaggio, ci vedo una metafora che racconta di tutti i ragazzi che sono stati quindicenni e che hanno fatto fatica a trovare il loro posto nel mondo, oltre che identità e dimensione. Potremmo grezzamente definire la storia, in Italia tradotta come Diventare Un'Arrampicamuri, come quegli episodi filler che non ci sono stari raccontati, perché forse gli sceneggiatori e disegnatori dell'epoca non avevano ancora in mano la pronta maturità dell'opera. Ecco il Dan Slott che ci piace, accompagnato dalle matite di un Ramon Perez che si posano bene con le atmosfere 60's, prendendosi pure la briga di omaggiare nello stile pure Steve Ditko. Unica pecca: la presenza della tecnologia odierna e cose come Youtube, smartphone, email e altre cose tecnologiche parte della nostra cultura odierna; sembra una precisinata ma, voglio dire, stiamo pur sempre parlando di in una trama che (in teoria) è ambientata in un periodo risalente a cinquant'anni fa.


Conclusioni:
Magari non sarà una storia che farà obiettivamente la differenza nel mythos ragnesco, ma si lascerà piacevolmente leggere per la sua genuina semplicità e capacità di ricordare al lettore la difficoltà della crescita.

- Symo

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