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giovedì 1 ottobre 2015

The Amazing Spider-Man 2 - Il Potere di Electro: la recensione (Uomo Ragno 50th Anniversary Tribute - Parte 9)

E chiudiamo il tributo ai cinquant'anni dell'Uomo Ragno con questa recensione di The Amazing Spider-Man 2 - Il Potere di Electro!


First of all, un pò di trama:

La vita del supereroe non è facile, e nonostante Peter Parker l'abbia già imparato a sue spese, il giovane sta per impararlo di nuovo attraverso una nuova e ancora più pericolosa sfida. Peter si destreggia tra la sua vita da Uomo Ragno, tra la sua relazione con Gwen Stacy (dalla qualche non riesce a staccarsi, nonostante la promessa fatta al padre George) e tra gli impegni scolastici; tutto sembra andare a gonfie vele, ma il destino riserva al nostro Spidey alcuni colpi bassi, dai quali dovrà dimostrare di sapersi riprendere. Si ritroverà, difatti, faccia a faccia con ben tre minacce: il potentissimo Electro, il folle Goblin e lo scatenato Rhino. Tutti e tre supervillain che si scopriranno legati, in qualche modo, alla Oscorp, la società per la quale lavoravano Richard Parker e il Dottor Connors. E il ritorno in città del rancoroso e disperato amico d'infanzia del protagonista, Harry, al capezzale del padre, non farà che complicare le cose.

Detto questo, sarò onesto. Dopo alcuni trailer più corposi, ho cominciato a provare un certo fastidio per questo secondo capitolo della saga reboottata dell'alter-ergo di Peter Parker. Principalmente perchè, come mi è parso di aver già detto da qualche parte, i vari trailersz erano fin troppo lunghi, sembravano raccontare mezzo film e il fattore Wolverine: L'Immortale sembrava avvicinarsi a questa pellicola come le nubi grige prima di un temporale...e, se dopo la visione, il trailer sarebbe risultato più bello del film stesso, insomma, m'avrebbe fatto giusto un poco girare: è pur sempre l'Uomo Ragno, che cazzo. Poi la produzione c'ha messo del suo e c'ha dato fin troppo dentro con sti annunci d'aver inserito un'infinitesimo di personaggi, di riferimenti, di sa il cazzo e la paura fottuta che questo film sarebbe stato un moderno Spider-Man 3 si concretizzava pericolosamente: il post dove avrei dovuto commentare questo film con la frase c"chi troppo vuole, nulla stringe" non volevo proprio scriverlo. Dall'altra parte, c'era però anche la rassicurazione di amici che (come il sottoscritto) leggono il Ragno da molto tempo e che mi confermavano la buona riuscita del film...però il dubbio era ancora li: E se per me non fosse così? E se, dopo averlo visto, avrei dovuto accontentarmi dello Spider-Man del Segretario di Mefistofele? Sul gruppo Facebook del Cinefumettaro, un sito specializzato in cinefumetti gestito da gente che ne sa a pacchi di fumetti e film, aveva commentato questo secondo capitolo con questa frase: "The Amazing Spider-Man 2 non è tra i migliori cinefumetti in circolazione, ma è il miglior film sull'Uomo Ragno". Dopo aver visto il film, sono felicissimo e molto fiero di dire che sono assolutamente d'accordo, lasciandomi piacevolmente alle spalle tutte le (infondate) paure di cui sopra.

Qui, in teoria, ci dovrebbe essere la parte dove inizio il mio commento alquanto prolasso e molto sentito, ma ho visto che nelle recenti recensioni di Lupin - L'Avventura Italiana molti di voi Teleguardoni si sono trovati bene con la suddivisione in Pro e Contro...ergo, ho deciso di privilegiare questa suddivisione a blocchi, mandare affuanculo una recensione discorsiva e ripescare questa modalità e utilizzarla anche per il Ragnetto. Ergo, ecco che si parte con la rece analizzando i Pro, i Contro e i Così Così (essi, a sto giro ci sono pure loro) di The Amazing Spider-Man 2 - Il Potere Di Electro.


Pro:

- Andrew Garfield è l'Uomo Ragno: "E' o non è lui?" Diceva spesso Ezio Greggio quando introduceva Enzo Iacchetti a Striscia La Notizia. Se qualcuno avesse detto questa cosa su Garfield mentre recita Peter Parker, gli avrei tirato un coppino e avrei commentato: "Oh pistola, ma non lo vedi che è lui?". Forse complice il fatto che Andrew era già fan del personaggio fin da tenera età, l'attore non poteva centrare il bersaglio più di così, presentandoci un Peter Parker semplicemente perfetto: insicuro, tormentato, nerd, innamorato, coraggioso, intelligente, capace di mostrare le sue emozioni in maniera cristallina (e di farsi capire profondamente dallo spettatore), a tratti patetico e molto, molto, molto sfigato. Per quanto riguarda il Mr. Parker, però, quello che però vediamo è solo una riproposta di quanto era già stato fatto nel precedente film, dato che qui Garfield ha modo di destreggiarsi maggiormente nel ruolo del Tessiragnatele. Se The Amazing Spider-Man era il film di Peter Parker, The Amazing Spider-Man 2 è il film dell'Uomo Ragno, un film in cui si analizza maggiormente l'impatto che la nascita dell'Arrampicamuri ha avuto sulla sua vita, ma anche su quella di altri, conoscenti e non...e questo Spidey, beh, non è un Uomo Ragno, è L'Uomo Ragno. Incredibilmente Lui in tutto e per tutto: divertente, logorroico, agile, scattante, intelligente, tenace, forte, ispiratore, a tratti addirittura badass...un Uomo Ragno assolutissimamente fedele alla versione originale. Complice anche il fatto dell'incredibile bellezza perfetta del costume e delle movenze, delle pose, dei salti, di come lancia la ragnatela, sembra quasi che le poste di 52 anni di disegno siano state ritagliate e appiccicate sulla pellicola. Andrew Garfield è l'Uomo Ragno, non so più come altro dirlo.

- Il trucco di Marc Webb: Magari è una mia impressione, però ho notato che il regista sembra essersi posto una domanda e una risposta: "Che film sto girando? Un film sull'Uomo Ragno". Forse è per questo che, se preso come film a sè, può non piacere ai più...perchè questo non è un film come gli altri, è un film sull'alter-ego di Peter Parker e Webb s'è detto: "Vogliono l'Uomo Ragno? Diamogli l'Uomo Ragno". Ed è quello che fa. Il regista non ci pensa due volte a prendere questo personaggio e a realizzare una versione cinematografica del Nostro...ma, attenzione! Non fa come Raimi e cerca di far funzionare il personaggio nel mondo reale, ma si limita a prendere il fumetto e tradurlo in pellicola; il risultato è solo lo stesso messaggio che ha sempre trasmesso Spidey, comunicato attraverso un media diverso, cambiando solo quelle cose per motivi di tempo e altro. In parole povere? E' un fumetto in movimento, il trucco di Webb è stato solo quello di capire questa cosa e metterla davanti alla camera da presa.

- Emma Stone è Gwen Stacy: Un caleidoscopio di emozioni. Già l'attrice di per sè, la Emma Stone, è una di quelle bellezze rare e che preferisco tra tutti i tipi di donzelle che girano nel mondo dello spettacolo: si fottano i volgari travioni alla Lady Gaga, le bombe sexy (di discutibile bellezza, per quanto mi riguarda) di Megan Fox e quei considerevoli cessi dal culone misura dirigibile di Eva Mendez. Emma Stone è una donna bella, eppure con un viso che esprime semplicità attraverso questa coinvolgente naturalezza con cui interpreta Gwen Stacy. Sicura di sè eppure vulnerabile, combattuta tra l'amore e la voglia di farsi una carriera, intelligente, caparbia, esuberante, affascinante, romantica e capace (come Garfilied/Peter-Spidey) di mostrare tutta la sua emozionante intimità di emozioni nel più cristallino dei modi. Sopratutto in questo film, Emma Stone riuscirà a dare quello spessore al personaggio che i fan cercavano e (sempre sopratutto grazie a The Amazing Spider-Man 2) Gwen Stacy rimarrà nella memoria per sempre. 

- Potere, Responsabilità, Promesse e Tempo: Se il tema principale del primo Amazing Spider-Man era la tematica per eccellenza dell'Uomo Ragno (potere e responsabilità) e l'importanza di mantenere/fare promesse, qui la tematica principale che appare chiara ed esplicita solo alla fine, è il tempo. Il tempo inteso come quantità indeterminata, dalla durata variabile, dalla qualità volubile e fin troppo imprevedibile ed effimera per far si che i lati negativi della nostra vita ci conducano in uno stato di totale decadenza e annullamento del nostro essere. Ogni cosa fa brodo, ogni evento è una importante lezione che ci renderà migliori, ogni sofferenza è un qualcosa che ci renderà più forti e ogni momento felice e sereno (alla fin fine) non finirà mai davvero, perchè durerà dentro di noi. 

- Espandere l'Universo Ragnesco: Nel film compaiono due personaggi che hanno veramente un ruolo di marginale comparsa (ma così marginale che sembra più una citazione), ma che in futuro potrebbero occupare scene a loro dedicate. visto il destino che li attende. Questi sono personaggi che i Ragno fan conoscono molto bene: Felicia Hardy e Alistair Smythe. In futuro, rispettivamente, questi due diventeranno la Gatta Nera (ladra amica/nemica di Spidey) e il creatore degli Ammazzaragni (robot creati esclusivamente per uccidere il Nostro). Perchè ho detto potrebbero? Perchè anche Il Malefico aveva promesso di inserire Curt Connors con il fine farlo diventare Lizard un giorno, e invece ciccia. In ogni caso, è bello vedere che la Sony stia cercando di espandere in lungo e in largo l'Universo Ragnesco di cui possiede i diritti e far conoscere figure importanti delle storie originali di Spidey, sopratutto per quanto riguarda il discorso Gatta Nera. C'è pure una comparsa indiretta di J. Jonah Jameson.

- ASM #121: E a buon intenditor, poche parole. Non volevo fare spoiler...ma contemporaneamente, volevo anche parlarne, quindi ho deciso di giocarmela così, citando nome e numero della testata per dire (ma al contempo, non anticipare nulla) che succede una certa cosa. Non succede proprio come nel fumetto, luogo/villain/modo in cui si arriva/dinamica sono diverse...ma l'impatto visivo è stupefacente, è una sequenza così densa di adrenalina e dramma che toglie letteralmente il fiato.

- Storiche scene di combattimento: Come si diceva nel secondo punto, Marc Webb da alla massa l'Uomo Ragno che tutti volevano e (come ulteriore prova di ciò) il regista non solo cerca di rispettare alcuni punti cardine della storia editoriale del Ragno, ma anche alcuni momenti entrati nell'immaginario dei fans riguardo alle battaglie. Se in The Amazing Spider-Man ci aveva proposto le celebre scazzottata all'interno della scuola di Peter, qui abbiamo la famosa lotta contro Electro a Times Square (direttamente presa dalla versione Ultimate). Oltre a questo, che meritava una giusta citazione, tutte le battaglie sono coreografate benissimo in questo film e nessuna di esse delude. Sopratutto quella contro Goblin, a mio parare la migliore del film.

- La Nascita dei Sinistri Sei: E in bella vista compaiono le braccia del Dr. Octopus e l'esoscheletro dell'Avvoltoio...e in più, Harry Osborn ce lo dice che vuole "un gruppo piccolo" per mazzulare il Nostro. Del resto, la Sony aveva già annunciato da un bel pò che prima di The Amazing Spider-Man 3 voleva far uscire due spin-off, uno su Venom e uno sui Sinistri Sei, direttamente legati al nuovo universo che si è formato dal 2012. Lo scatena l'hype? Lo scatena eccome: un promettente things to come che conferma che la Sony vuole proprio creare un universo narrativo compatto, vivente e pulsante. Che non vuole creare dei film a blocchi slegati l'uno dall'altro, ma solo capitolo numerati di un unica grande storia.

- Dane DeHaan è Harry Osborn/Goblin: C'è da dire che il suo personaggio è sviluppato molto velocemente ed è una sorta di riassunto dell' Harry Osborn del fumetto; la sua ascesa a Green Goblin Jr. infatti passa prima dall'uso/abuso di droghe, poi alla decisione di prendere il manto del padre Norman per dimostrare al babbo che non era poi così inutile come successore. Di fatti, se James Franco era un grande Harry Osborn ebbasta, DeHaan è grande sia come Harry, ma sopratutto come Goblin. Nelle storie originali si arriverà all'esaurimento nervoso del giovane Osborn mostrato nella pellicola, ma qui tutto questo è stato velocizzato per concentrarsi di più sul suo periodo schizzoide inventandosi qualche malattia genetica degli Osborn...e meglio così, che Harry diventa un personaggio interessante quando comincia a dare i numeri. Il fatto che lo Zio Norman e Harry non vadano d'accordo è stato lasciato intendere per avere come una sorta di "retaggio", come per dare ai personaggi un passato senza spiegarlo, giusto per dire che non sono saltati fuori dal nulla. Se la cosa può deludere che sia dato più spazio ad Harry che a Norman (sopratutto dopo un certo comunicato rilasciato ancor prima dell'uscita del film), beh, sappiate che c'è una regola non scritta del fumetto: niente cadavere, niente morto. Non ci siamo ancora sotto il punto di vista del costume, ma è meglio della precedente trilogia, su quello si può ancora migliorare...per il momento, accontentiamoci di avere visto un Goblin schizzato, pazzo, psicotico, sociopatico e pure un pò figlio di puttana. 

- Paul Giamatti è Aleksei Sytsevich/Rhino: Si vede poco nel film eh, ha un ruolo più che marginale, quanto basta per rendersi conto che è un coglione. Però Rhino nei fumetti è sempre stato un bue ignorante che l'Uomo Ragno ha sempre felicemente preso a calci, schiaffi, pernacchi e smutandate. Qui non è da meno...anzi: l'Uomo Ragno è solito far fare figuracce umilianti ai suoni nemici e contro Rhino questa cosa è stata realizzata magistralmente.

- I Terribili Quattro: Ebbene si. Per chi non l'avesse notato, i villain di questa pellicola sono quattro: Electro, Rhino, Goblin...e la Oscorp. Insomma, il messaggio che si rifà alle malefiche multinazionali sfruttatrici/guerrafondaie/creatrici di mostri bellici mi sembra abbastanza lampante, altro che le Stark Industries del primo Iron Ma. Molto più ispirata alla celeberrima Alchemax (principale avversaria dell'Uomo Ragno 2009) che alla Oscorp originale, ma comunque credo che sia abbastanza esplicito il fatto che sia il vero mastermind villain dietro l'intera epopea reboottata dell'Uomo Ragno, che sia tutto il marcio nato ai tempi di Richard Parker e Norman Osborn. Però forse è una mia impressione nata dal troppo ascolto di questa canzone. 

- Humor al punto giusto: Ultimamente, i film Marvel sono famosi per la spropositata dose di momenti ilarità che ci buttano nei film. A volte funziona, a volte no...e sopratutto quando non dovrebbe funzionare, ce li mettono dentro lo stesso confezionando un prodotto di autentico nervosismo. A sto giro, i momenti comici sono pochi ma (fortunatamente) sceneggiatura e regia beccano il momento giusto e strappano genuine risate allo spettatore.

- A volte anche Uomo Ragno: Nel film viene addirittura chiamato per ben cinque volte "Uomo Ragno" invece che "Spider-Man". Questa è una cosa strettamente personale, ma ogni volte che lo sento chiamare "Spider-Man" mi viene una sincope congenita. Cosa c'è di brutto nella versione Italiana? Globalizzazione di merda.

- La Ragno-Suoneria: Spider-Man, Spider-Man. Does whatever a spider can, spins a web, any size. Catches thieves just like flies...Look out! Heeereee cooomeees the Spiiideeer-Maaan! Ahaha, cheffigata! 

- Pericolo Spider-Man 3 sventato: C'è effettivamente tanta carne al fuoco, ma è cotta bene e dando giusto il peso alle cose giuste da analizzare. Marc Webb ha scelto sapientemente a chi/cosa dare spazio e in che momento preciso farlo, mica come il terzo capitolo del Signore Del Male Oscuro. 


Così Così:

- Jamie Foxx non è proprio Electro: Magari non per colpa di sua, che (nonostante mi stia un pò sulle balle) non ho paura di dire che Foxx è un grande attore...nonostante il cognome da pornostar, ma questo Electro non è per niente l'originale carogna del fumetto. Ok che ci sta interpretarlo in maniera diversa...ma la parte del nerd senza vita/fan deluso che si tramuta in un grandissimo stronzo amareggiato dalle poche attenzioni dell'eroe e dalla gente in generale, su un personaggio come Electro, ci sta poco. Troppo poco. Max Dillon è un autentico pezzo di merda, magari non è uno dei quei cattivi cervelloni e organizzatori di grandi piani folli e ingegnosi, ma è uno di quelli che vanno a cazzo duro contro l'eroe al fine di massacrarlo di legnate e vederlo sanguinare: è un cattivo che non si perde in chiacchiere e vuole fare il cattivo. Fortuna che, verso la fine, il personaggio si ripiglia un pò e diventa l'Electro che tutti aspettavamo...è solo che ci voglio due ore e passa per averlo. Ah, e fregatevene se è di colore invece che caucasico, non è questa la cosa importante (che tanto poi diventa blu e fa contenti tutti).

- Alcuni Dialoghi: Alcune conversazioni le ho trovate un pò deboli, altre un pò troppo piene di mimmate; ovviamente tutto il discorso non vale per tutti i dialoghi (alcuni degni di essere citati per i secoli, dei secoli amen) però alcuni risultano un pò forzati e scemotti. Però, c'è da dire, che questo è forse dovuto ad un adattamento Italiano un pò più svogliato della precedente pellicola, un adattamento che ha meno voglia di andare oltre il testo. Però oh, bisogna vedere com'è la versione originale, magari è una mia impressione.

- Un pò veloce: A volte si passa da un momento all'altro, da una trama all'altra senza tempo di riprendere fiato, senza il tempo di analizzare bene il contesto evolutivo della svolta narrativa. A volte ci sta...a volte un pò meno.

- Scena dopo i titoli di coda: Uno sneak peek dei X-Men: Giorni Di Un Futuro Passato. Questo non sta ad anticipare nessun crossover tra l'Arrampicamuri e i Figli Dell'Atomo, la Sony l'ha fatto solo per ripagare un favore che doveva alla Fox. Per l'anticipazione in sè...insomma, lascia il tempo che trova, mi aspettavo di più sinceramente. D'altro canto, però, è comunque una anticipazione degli X-Men in un film dell'Uomo Ragno: buttala via, eggè. 


Contro:

- Marton Csokas non è il Dr. Kafka: E non lo è ma manco per il cazzo, aggiungerei. Il, a mio parere (che credo sarà condiviso da molti), personaggio più inutile, superfluo e peggio caratterizzato di tutta la pellicola e...solo io ho notato che gli avevan messo l'ombretto sopra gli occhi? Sarà, ma questo Dr. Kafka mi è sembrata una sorta di caricatura della Coop del  Dr. Frederick Frankenstein di Frankenstein Junior. Se avete avuto l'impressione che questo personaggio avesse un pò di turbe mentali che gli gironzolavano in testa, tranquilli, che avete fatto centro; il fatto è che nei fumetti il Dr. Kafka è una donna...e se di nome fai Ashley e poi ti ritrovi nel corpo di un uomo, insomma, un pò di confusione in testa ce l'hai. 

- Il  Cameo di Stan Lee: Simpatico ma, come dire, se non si hanno idee carine perchè ficcarci a forza le cose solo perchè la gente è abituata a vederla? Quando ci sono le idee, fate le cose, altrimenti lasciate perdere. Il suo precedente cameo rimane imbattuto. 


- Electro Music: Solo perchè in questo film c'è un tizio che ha i poteri legati all'elettricità, non è una scusa sufficiente per buttarci dentro musica elettronica/dubstep a manetta. Che era pure brutta.

- Errori di Traduzione: Ci sono degli errori di traduzioni non indifferenti in questo film, tipo che “amazing” è tradotto come “fantastico” (quando invece è "stupefacente"), e i Lanciaragnatele che sono inspiegabilmente sono diventati “gli Sparafili”. E anche qui, Gesù Cristo, quando siete nati voi traduttori? Ieri? Porca troia, è inammissibile che la gente commetta questi errori...non perchè è l'Uomo Ragno ed è il mio eroe preferito, ma perchè è l'eroe più famoso al mondo e tutti, pure chi deve ancora nascere, sa che quei cazzabbubboli ai polsi si chiamano lanciaragnatele. Toh, mi andava bene anche tradurlo come "Spararagnatele", visto che Inglese è "Webshooters"...ma sparafili...cazzo no, vi prego. Abbiate pietà ssantoddio. 

- Come finisce: E badate bene alle mie parole: non il finale in sè, ma proprio la scena su cui si chiude la pellicola. Senza fare spoiler, dico solo che si chiude proprio quando inizia uno scontro abbastanza atteso. Sarà, ma è stata un pò 'na pugnalata.


La somma di tutto questo, cosa da? Da un gran bel film, che magari (in generale) non verrà annoverato tra i migliori cinecomics...ma questo non interessava a nessuno: la gente voleva l'Uomo Ragno, ed eccolo qui allo stato puro, in questo film esuberante, carico, travolgente ma anche intimista, che centra perfettamente movenze e atteggiamenti del supereroe protagonista come mai prima d'ora. Certo, ci sono dei difetti e alcuni momenti vabbè, ma visto quanto la produzione ha deciso di osare, poteva venire infinitamente peggio...e invece, pericolo scampato. Quello che lo spettatore si trova davanti è un fumetto cinematografico, un fumetto in movimento con voci, suoni, musica e quant'altro. Ma ripeto: è un fumetto dell'Uomo Ragno...un Singor fumetto dell'Uomo Ragno. Soddisfatto? Assolutamente si. Rimborsato? Se si può, così me lo vado a rivedere un'altra volta.


- Symo

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