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martedì 13 ottobre 2015

Lupin III - Alcatraz Connection: la recensione (Pick A Card-Cer #18)

Come si era annunciato nel settimo episodio, continua la rassegna stampa di tutti i lungometraggi, gli oav e gli special tv di Lupin e soci...in ordine ovviamente casuale. Oggi è il turno di ALCATRAZ CONNECTION.


Trama:
Lupin pare intenzionato a impossessarsi della cassaforte contenuta su quella bisca galleggiante, causando le ire dei proprietari e il pronto intervento del solito Zenigata, questa volta affiancato da un collega americano. ma il tentativo di rapina è solo un trucco per sviare i sospetti dal vero obbiettivo. Il famoso ladro è infatti interessato a una dettagliata carta dei fondali marini della baia di San Francisco che la Kelly Mitraglia, ormeggiando in quel luogo, sta contribuendo a realizzare grazie a precise rilevazioni. Quel tratto di mare, infatti, a causa di bufere improvvise è stato per decenni la tomba di molte navi. Tra queste un veliero carico d'oro, che nel 1854 è affondato con il suo tesoro raggiungendo i 6.000 metri di profondità. Ora la mafia e Lupin sono in concorrenza nel tentativo di recuperarlo.

Il mio Parere:
E' il tredicesimo special televisivo di Lupin III, uscito sui tubi catodici giapponesi nel 2001; sui nostri, invece, arriverà con due anni di ritardo e sarà trasmesso su Italia Uno nel 2003. In Italia è anche conosciuto come: "Lupin III - Fuga Da Alcatraz" (come l'omonimo film con Clint Eastwood, anche se in realtà non centra un cazzo con la fuga dalla famosissima prigione Statunitense). Questo, insieme a Le Profezie Di Nostradamus, è stato uno dei pochissimi special TV che riuscì a beccarmi direttamente in TV, proprio in il giorno in cui lo trasmisero per la prima volta su Italia Uno; gli altri, o li ho recuperati recentemente, oppure li ho visti tutti da metà in poi o solo dall'inizio e fino a una certa. Questo è stato uno dei pochi che ho beccato proprio al momento della loro trasmissione e gustato dall'inizio alla fine; esatto, avete letto bene: Alcatraz Connection è un lungometraggio animato che si gusta alla grande e intrattiene piacevolmente per un sacco di motivi. 

Innanzitutto, la location: San Francisco. Non è la prima volta che le avventure di Lupin vengono ambientate in America (e non sarà nemmeno l'ultima) ma, come avevamo visto in Bye Bye Liberty, il ladro gentiluomo e la sua cumpa si sposano bene con le atmosfere crime/pulp/noir/detective d'oltre oceano. Usando proprio lo special TV che vi ho appena citato per fare un paragone: se Bye Bye Liberty era la parentesi Die Hard di Lupin, Alcatraz Connection è la parentesi Dirty Harry del nostro ladro preferito, dove le atmosfere crime anni '70 si fanno pesantemente sentire e influenzano tutta la narrativa del film. Quanto la influenzano di preciso? Spiegandolo con un esempio: prendete un biscotto, pucciatelo nel thè e lasciatelo affondare sul fondo della tazza; ecco quanto è pregnante l'influenza crime '70, questo film ci sguazza proprio dentro. Forse qualcuno di voi si potrà lamentare degli Stati Uniti come luogo dove si svolge la vicenda, ma San Francisco non è l'obiqua New York, e già per questo (anche se non vi va a genio l'America) il tutto vi sarà più digeribile; in più, alcune particolarità della città danno vita ad alcune scene a dir poco spettacolari del cartoon, come ad esempio un inseguimento a bordo del tram, tipico mezzo di trasporto Europeo ancora in uso nella città. E il bello di San Francisco come location e che tutte le sue pittoresche e uniche caratteristiche sono utilizzate per dar vita a momenti del film (e del mito di Lupin) unici, che entreranno di prepotenza nella vostra memoria. Come si diceva, l'atmosfera alla Harry Callahan è dominante e Alcatraz Connection si pone in tutto e per tutto come un film poliziesco a cartoni animanti...ma! E' anche tanto altro. Certo, è principalmente poliziesco, ma alcuni colpi di scena sono tipici del genere noir: inaspettati e spiazzanti; pure i vari plot sollevati dalla trama che sembrano slegati fra di loro, alle fine, si mostrano pezzi di un unico puzzle. Anche questa, quella di avere più trame apparentemente slegate fra di loro, per poi rivelarsi parte di un unico grande piano è un tipico risvolto del noir (qui, utilizzato magistralmente). Uniche due pecche di tutto questo affresco narrativo sono:

Pecca Uno: Storicamente parlando è poco accurato; lo sceneggiatore, nello scrivere la storia, ha trascurato alcuni dati importanti che hanno causato una incongruenza con le vere motivazioni e la data della chiusura di Alcatraz...ma c'è anche da dire che: 1) Altri film hanno fatto di peggio, tipo Il Nemico Alle Porte, che non centra una beneamata minchia con la vera storia di Vassili Zaitsev; nel film del mangia-baguette Jean-Jacques Annaud, l'accuratezza storica raggiunge il livello "manco per il cazzo che ci sei"; 2) Il colpo di scena finale s'incastra così dannatamente bene che si fa perdonare anche l'incongruenza con i fatti realmente accaduti. 
Pecca Due: Benché il mix azione/humor riscontrabile in quasi tutti gli special TV funzioni alla grande anche in Alcatraz Connection, a volte si ha l'impressione che il siparietto "divertimento" venga quasi imposto come una sorta di medicina dal cattivo sapore. Ci sono molte scene in cui lo humor non ci stava proprio, e la produzione ce l'ha ficcato dentro manco se avesse delle scorte di momenti lol da finire, che se no andavano a male; in questa pellicola, se la battuta fa ridere, è perchè si è beccato il momento comico giusto...se invece non fa ridere, è perchè regista e sceneggiatore volevano rispettare un certo taglio che ha fatto successo in precedenza, nel tentativo di prendere due piccioni con una fava e presentare sia qualcosa di serio ma che facesse anche ridere. Solo che qui non sempre funziona e, anche se avessero scartato qualche momento "grasse risate per magre figure", e spinto di più sulla serietà...insomma, non sarebbe morto nessuno e lo spettatore si sarebbe risparmiato molte mimmate. 

Altra cosa fatta dannatamente bene, sono le caratterizzazioni dei personaggi, che qui raggiungono un'armonia impareggiabile e che difficilmente ripeteranno in altri special. Solitamente, in ogni film di Lupin III, c'è sempre qualche personaggio che passa in secondo piano oppure che non viene curato come si deve; tutto questo, nel tredicesimo special TV in questione, non succede. Lupin III è il solito Lupin divertente, sarcastico ma sopratutto sveglio, ingegnoso e intelligente; Jigen è il silenzioso, micidiale pistolero e inseparabile compagno freddo e riservato di Lupin; Goemon è la definizione stessa di Samurai; Fujiko è un pò la sintesi di tutte le Fujiko viste finora, anche se (una spanna sopra le altre versioni) prevale la sua natura egoista, avida, approfittatrice e opportunista...e topolona perata; Zenigata è l'ispettore solerte, tenace, capace, inossidabile nemesi di Lupin e il rappresentate più puro della legge...che, in questa pellicola animata, imparerà una dura lezione: forse Lupin non è la tipologia di criminale peggiore che gli è capitato. Anche i villain di turno funzionano, alcuni più di altri (visto che sono un pò a sto giro) però per la maggior parte, un senso d'esistenza ce l'hanno. Per quanto riguarda l'animazione, diciamo che è una spanna sopra le altre produzioni in giro in quel periodo, però si riconosce quanto meno lo sforzo di creare uno stile moderno senza tradire il classico design dei personaggi. 

Conclusioni:
Riassunto in una parola? Godibile. E che, sopratutto, cattura l'attenzione e tiene lo spettatore impegnato nella visione fino alla fine...che non è cosa da poco. Pur con qualche piccolo difetto di accuratezza storica e qualche momento fin troppo mimmo, Alcatraz Connection si dimostra un film animato con delle gran belle premesse sfruttate altrettanto bene e in una maniera che difficilmente ripeterà in futuro, sopratutto a livello di azione, colpi di scena, trama e caratterizzazione dei personaggi. Consigliato!


- Symo

5 commenti:

  1. Vero, i villain funzionano e anche Zenigata. Goemon definizione di samurai? Stando con una fotomodella? Ti consiglio il doppiaggio originale coi subs inglesi, quello italiano è tutto sballato credimi

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    1. Quando vorrò fare de rewatch, sicuramente ;) Comunque lo sospettavo che il doppiaggio Italiano fosse stato rivisito pesantemente. Purtroppo non è colpa dei traduttori o della loro incapacità, sono le emittenti che hanno preteso un certo registro.

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  2. Già...e lo fanno con risultati pessimi

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  3. Concordo molto bello, aggiungo pure che è presente una bellissima ed accattivante rivisitazione della Peter Gunn theme (te la ricorderai sicuramente per averla sentita nei Blues Brothers). Oltre questo il film Le Profezie di Nostradamus non era uno special televisivo (ma forse ti riferisci a special televesivo per come è passato da noi)!

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