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mercoledì 9 settembre 2015

Lupin III - L'Avventura Italiana: Ep. 05-07 (la recensione)

Come dite? Pensate che avremmo recensito solo la Premiere mandata in onda settimana scorsa da Italia Uno? Ebbene no, carissimi Teleguardoni. Da grande fan di Lupin III quale il Symo si professa, seguirà e recensirà tutti i 26 episodi di cui è formata questa prima stagione di Lupin III - L'Avventura Italiana. Detto questo, cominciamo? Cominciamo.



Prima di cominciare, qualche piccola avvertenza che potrebbe servirci per il futuro. Italia Uno ha deciso di continuare a tener occupato lo spazio serale della Domenica da Lupin, optando però per un cambio di orario: non più alle 21:00 è l'appuntamento, ma da Domenica 6 Settembre 2015 in poi sarà sempre alle 23:20 e il blocco di puntate sarà formato da tre episodi, non più quattro. Altra cosa: siccome il metodo di recensione della volta scorsa è stato apprezzato (e io mi ci sono trovato benissimo) ho deciso di adottarlo nuovamente per la recensione di tutti gli episodi successivi di Lupin III - L'Avventura Italiana, parlando così non degli episodi singolarmente, ma fare un discorso più generale e trattare il il terzetto di puntate come se fossero un unico, grosso film. Se poi bisogna entrare nel dettaglio, lo si fa senza problemi, ma per non rischiare di ripetermi nel parlare singolarmente di ogni episodio, preferisco parlare in maniera generale, evidenziando i Pro e i Contro che sono saltati fuori durante la visione. Le foto inserite nella rece, poi, saranno un pò tratte dagli episodi, e un pò formate dal materiale promozionale rilasciato per la pubblicizzazione della serie. In questa recensione, parleremo degli episodi dal 5° al 7° cui nomi erano: La Mano Sinistra del Mago (Ep. 05), Zombie a Venezia (Ep. 06) e Fino al Tramonto della Luna Piena (Ep. 07). Detto questo, cominciamo? Cominciamo. 



Pro:
L'onestà prima di tutto, e prima di scrivere ogni altra cosa, dico subito che questa fila di tre episodi mi è piaciuta di più di quelli mandati in onda settimana scorsa. Sia chiaro, con questo non voglio rimangiarmi tutto quello scritto sul quartetto di puntate recensite sette giorni fa, dico solo che questa triade di episodi mi ha coinvolto molto più di quella precedente, sopratutto perché mi ha fornito delle conferme che potevano arrivare solo aspettando gli episodi successivi: e grazie a Thor sono arrivate. I grandi interrogativi su cui ci interessava avere una conferma, erano principalmente due: la qualità dell'animazione, che di solito scema sempre verso il vergognoso all'arrivo degli episodi finali, costringendo la produzione ad assume turnisti (come succedeva per Dragon Ball Z ai tempi) e sulla necessità di resuscitare il franchise optando per il compromesso, cercando di dare alla serie e ai suoi protagonisti una interpretazione che interiorizzasse tutte le famose e principali caratteristiche del franchise, in una nuova smagliantissima veste. Ecco, in questi tre episodi, succede tutto questo. La spettacolarità del tratto dell'animazione rimane invariata, mantenendo ancora la sua fluidità espressività, risultando addirittura migliore dei primi quattro episodi in certi punti; per esempio, nelle scene ambientate in ospedale nel quinto episodio La Mano Sinistra del Mago, avvicinandosi in certi punti più allo stile di quello che potremmo considerare l'episodio pilota dell'intera serie: il film La Lapide di Daisuke Jigen. Ma la cosa che fa da padrone in questo terzetto di puntate, sono le rivisitazioni delle caratterizzazioni di Fujiko Mine e Koichi Zenigata, in assoluto il re e la regina della Domenica sera del 6 Settembre 2015. 

Come avevamo fatto notare nella scorsa recensione, la trama e il piglio della serie mirano (come già detto) al compromesso; non troppo serie Looneytunsiana della giacca rosa, ma nemmeno quella cattivella e infame della giacca verde: va bene lo humor e trame, per così dire, "leggere", ma nemmeno intrise di quel buonismo buono per tutti e speciale per nessuno che va tanto di moda in questi anni. Lupin III è un ladro e quello che fa dovrebbe essere visto dall'immaginario collettivo come sbagliato, ma troppo spesso il personaggio è stato trasformato in un romantico anti-eroe con obiettivi simili a quelli di Robin Hood o Zorro, cosa qui corretta non solo nelle intenzioni del protagonista dalla giacca colorata dell'anime, ma sopratutto nei due personaggi citati qui sopra; Fujiko è si una donna capace di tenerezza, ma alla fine abbindola il povero Luca e come una letale femme fatale alla Raymond Chandler e lo porta dove vuole lei, soddisfacendo quindi i suoi egoistici scopi: in una trama buonista e seriamente per bambini, i due si sarebbero innamorati davvero e per la peratissima Fujiko ci sarebbe stata la redenzione. La Mano Sinistra del Mago, episodio che potremmo rinominare "la puntata di Fujiko" non è che l'esame finale di un percorso di studi e restauro affrontato con la serie totalmente incentrata su di lei intitolata La Donna Chiamata Fujiko Mine, serie dedita a ridare spessore a un personaggio protagonista solo di scene osé, pacchiane soluzioni narrative con il suo solito voltagabbana ruffiano e principale portatrice del comparto "tette e culi" della trama. Fujiko è nuovamente la donna intraprendente, piena di risorse, affascinante, mozzafiato, indipendente, magnetica, egoista, amorale e sensuale che era ai tempi della sua creazione: la sua battuta finale della puntata, "Perché dovrei risponderti?", è il tocco di classe, il microphone drop del personaggio che sottolinea il suo "I'm back, bitches". Stesso discorso, reso in maniera diversa però, è stato fatto per l'Ispettore Zenigata: personaggio che, anche lui, torna a nuova vita in una veste che avrebbe sempre dovuto essere propria.

Prima non si era citato a caso la serie della giacca rosa, quella, secondo tutti, meno riuscita fra tutte le serie Lupinane per imprecisione del tratto, eccessiva leggerezza delle trame e stupidità da cartone animato dei personaggi tanto da sfociare il livello Looney Tunes: nulla contro Bugs Bunny e soci, ma per un cartoon che ha sempre trattato temi abbastanza adulti, era un bel retromarcia. Ma la decisione di rendere il tutto più accessibile e prettamente incentrato sui più piccoli, era proprio per accaparrarsi i favori e gli occhi del giovanissimo pubblico di bambini: scelta che a livello di marketing può aver fatto "successo", ma che col tempo ha mostrato i suoi danni, perché se Lupin fosse stato serio e coerente fin dall'inizio, non avremmo avuto bisogno di  Lupin III - L'Avventura Italiana; quel che è peggio, è che se ti avvicini più alla comicità slapstick tipica dei Looney Tunes, da qualche parte uno sfigatissimo avversario alla Willy E. Coyote e alla Gatto Silvestro devi tirarlo fuori...ed ecco che arriva Zenigata. Personaggio fin da subito presentato come la nemesi del protagonista, nonché suo nemico per natura (in quanto uno ladro e l'altro poliziotto) ma anche come faccia della stessa medaglia: un fratello gemello separato dalla nascita, il quale ha preso pure una strada opposta alla sua, identico nella determinazione, ma diverso negli scopi...spesso ridicolizzato nelle storie perché c'era bisogno di qualcuno che subisse delle tremende sfighe Fantozziane, aumentando così la fighezza del protagonista; un personaggio di spessore, insomma, ridotto a sottopagato stuntman. Fortunatamente, siccome si cerca il compromesso, gli sceneggiatori degli episodi dicono "così non va bene" e ridonano nell'episodio Fino al Tramonto della Luna Piena l'antico spessore di Zenigata, questo perché c'è bisogno di un avversario/rivale degno di lui, decidendo di dipingerlo nella stessa maniera con cui lo dipingeva Monkey Punch: come un poliziotto solerte, furbo, intelligente, determinato, capace, intraprendente, solitario, dai tratti hard-boiled e comandato da un senso di giustizia puro. Gli showrunner, insomma, lo rendono più simile all'Ispettore Ginko di Diabolik: non è lui che è un incapace, è che Diabolik è troppo furbo per lui, come Lupin III è troppo furbo per Zenigata. Sotto certi aspetti Zenigata sarà comunque un pò sfigato, perché non riuscirà ad eguagliare il suo avversario, ma questo non vuol dire che potrà prendersi qualche sporadica vittoria tipo quella di Fino al Tramonto della Luna Piena: notate bene, che alla fine l'Ispettore riesce a fermare Lupin e a non fargli rubare l'oro e riesce pure ad intercettare più di una sua contromossa. 

Lollone, invece, per l'episodio Zombie a Venezia, per il quale ho creduto si volesse seguire la moda zombie iniziata con The Walking Dead e confezionare la solita trama survival horror ormai trita e ritrita, ma che invece si è rivelata come una sua divertentissima parodia; chi segue Lupin III da un pò, sa che anche lui non è nuovo a prese per il culo, sopratutto quando si parla di una certa Lady Oscar. C'è da dire però, che anche se avessero voluto seguire in tutto e per tutto il filone horror puro e infilarci realmente dei morti viventi a Venezia, anche se non sarebbe piaciuto, c'era un poco da farsene una ragione, dato che elementi sci-fi nel Lupinverso sono sempre esistiti e trattati come realmente possibili: chi ha visto La Pietra Della Saggezza, film che anticipa di ben 24 anni i temi portanti di Ghost in the Shell: Stand Alone Complex, lo sa benissimo. 


Contro:
A sto giro, davvero pochissimi contro, proprio una manciata e incentrata proprio su piccoli dettagli: cosa che mi ha fatto ancor di più apprezzare questa triade di episodi. In questa sezione dei contro, si riconferma nuovamente quanto detto la recensione scorsa riguardo al comparto musicale: la sigla di Moreno fa schifo al cazzo, e quel che è peggio, è che ogni episodio l'ha continuata a trasmettere proprio come se fosse un nuovo appuntamento, e non una piccola maratona che stava già andato in onda da più di mezzora; in più, ad ogni episodio viene continuamente ricordata la citazione fittizia di Lupin III sull'Italia che ormai sappiamo già nauseatamente a memoria: sinceramente, queste ripetizioni, potrebbero anche risparmiarsele. O almeno, se proprio vuoi ripetere delle citazioni fittizie di inizio episodio, cara TMS Entertainment assumiti un paroliere, sbattiti un pochino e creane una decina così da variare un poco. Sempre riguardo al comparto musicale, in questo trio di episodi dediti alle conferme, ne arriva un'altra bella triste: Yuji Ohno continua a non brillare di originalità nelle sue colonne sonore, portando tristemente un'altra conferma, che forse il Maestro ha esaurito la sua genialità; visto i grandi servizi compiuti in passato per cui si è meritato il beneficio del dubbio, vorrei aspettare ancora un pò prima di additarlo come "artista bollito", però è purtroppo sulla buona strada per esserlo davvero. 

E a proposito di Italia Uno, in questi tre episodi ho notato una falla nella logica del network Italiano e qualche rimostranza sulla sua programmazione. Voglio dire: tieni la canzoncina profana di Moreno per "attirare i #gggiòvàny", e poi sposti l'appuntamento alle 23:20, quando sicuramente sono già a letto da qualche ora? Forse sono io, ma questo a casa mia si chiama "auto-gol". Se avessi davvero voluto attirare un pubblico giovane, l'avresti messo come minimo alle 20:00 o alle 10:00 sempre di Domenica, o al massimo nell'orario post-scolastico tipo 13:00/14:00. E invece no, al bellissimo orario delle 23:20, dove solo i die-hard fans come il sottoscritto lo guardano. Che tra l'altro, manco ha rispettato davvero l'appuntamento, perché per pura fortuna accesi la tv alle 23:10 ed era già iniziato da cinque minuti, con il rischio di perdermelo: è questa poca professionalità o superficialità che ha favorito lo Streaming e l'On-Demand, favorendo il declino sempre più vertiginoso della tv pubblica; poi ci si lamenta di gente che si avvicina di più alle formule sopracitate, ma se il servizio della tv generalista è questa, non è il pubblico che è da incolpare. 

Plus: siamo al settimo episodio, e Goemon non ha ancora tagliato cose di titanica fattura e non ha nemmeno partecipato attivamente alle trame, ritagliandosi al contrario un ruolo di semplice comparsa. Capisco che ora abbiamo anche due personaggi nuovi che saranno parecchio ricorrenti, come Rebecca e Nix, e bisogna svilupparli, ma bisogna anche pensare alle vecchie glorie. C'è anche da dire, che attualmente gli sceneggiatori hanno privilegiato i personaggi che avevamo bisogno di mettere ordine nella loro caratterizzazione e Goemon è forse quello che ha meno bisogno di "correzioni", dato che è sempre rimasto fermamente fedele a sé stesso...però questo non giustifica la sua sparizione dalle scene; capiamo che ti vergogni, Goemon, ad andare in giro col kimono rosa...ma tagliacela qualche auto dei Carabinieri in più! Nella prossima triade di episodi, pretendiamo una sua partecipazione più attiva: altrimenti, picchettaggio a Cologno Monzese e sedi di Mediaset annesse. 


Conclusioni:
Dopo che i primi quattro episodi hanno attirato la mia attenzione come un orso è attirato dal miele, i successivi tre di Lupin III - L'Avventura Italiana mi hanno definitivamente divertito di più, contribuendo a farmi maturare una piccola riflessione: che questa nuova serie dalla giacca blu, possa in realtà essere un disel, che parte piano ma una volta che ingrana, non ce ne è più per nessuno. Per questa ipotesi è ancora troppo presto per avere una conferma (anche se credo arriverà appena superata la decina di episodi trasmessi), ma per altre questioni per cui necessitava averla, è arrivata eccome: e noi siamo più contenti di un bambino in un negozio di giocattoli costruiti con caramelle. 

- Symo

2 commenti:

  1. Concordo pienamente con tutto..e quando citi i Looney Toons rendi bene l'idea, Avoja

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