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martedì 6 febbraio 2018

Tutti i Costumi di Freccia Verde - Parte 1

Come proposito per il nuovo anno, mi sono promesso di parlare più spesso di personaggi che ho rivalutato di recente, magari facendo su di loro articoli di approfondimento che raramente vengono fatti su di loro, in quanto queste tipologie di articoli vengono fatte di più spesso di personaggi più famosi. Siccome c'è chi dice no - e di solito è il sottoscritto - ho deciso che, in questo 2018, questi personaggi avranno un po' di riscatto. Partiamo da Freccia Verde, eroe DC oggi si considerato per Arrow, ma che passa comunque in secondo piano quando si tratta di Batman e Superman. E quindi, vai con la riscossa.


In questa serie di post verranno riportato tutti i costumi indossati dall'Arciere di Smeraldo, che contrariamente a quanto si pensi, non sono i soliti quattro o cinque, ma decisamente molti di più. Siccome sono più di quanto pensiate, in questa prima parte ci occuperemo dei costumi che il verde alter-ego di Oliver Queen ha indossato nell'universo principale. Per gli Elseworld, le trasposizioni e quant'altro ce ne occuperemo nelle altre parti.  Detto questo, vai con la lista!



L'Originale di George Papp
(More Fun Comics #73, 1940)





Non si poteva che cominciare con il primo della lista, l'originale del creatore grafico George Papp, costume che - già all'epoca - non funzionava proprio. Era un costume talmente anonimo che sembrava quasi che Oliver Queen si vestisse con le prime cose raccattate per fare jogging, con l'aggiunta di qualche elemento rosso giusto per non esser scambiato per un cetriolo antropomorfo. L'occhio vuole la sua parte in tutto e il costume, per i supereroi, sono come le copertine per i libri: l'iniziale giudizio finisce per essere l'unico giudizio in merito. Non si dovrebbe fare, ma si fa (e più spesso di quanto si vuole ammettere). Non è un mistero se Freccia Verde sia rimasto nell'anonimato per così tanto tempo.







Starfish Island, Vol. 1
(Adventure Comics #256, 1959)


Sul finire degli anni '50/inizio anni '60, la DC svecchia certi suoi personaggi reboottandoli completamente e creando le versioni moderne dei suoi eroi. Qualche esempio? Fuori Jay Garrick e dentro Barry Allen nei panni di Flash. Ci provano anche con Freccia Verde mettendo Jack Kirby e scriverne le storie. Il problema? Che al Re di Oliviero Regina non gliene può fregar de meno e fa di tutto per farlo diventare un personaggio sci-fi. La DC lo guarderà malissimo in merito e lascerà perdere. In compenso, creare le celeberrime origini del naufragio sull'isola di cui ancora oggi Green Arrow vive. Per l'occasione, FV sfoggia un costumino alla Adamo & Eva collezione inverno.





Il Classico di Neal Adams
(The Brave And The Bold #85, 1969)



Sul finire degli anni '70 cominciamo a ragionare la DC capisce che, per i super, anche se l'abito non fa il monaco, avere la tunica è tipo importantissimo. In occasione di un team-up con Batman, Neal Adams decide di fare un favore all'umanità e rifare il costume di Green Arrow, dandogli qualcosa che va oltre il semplice re-design: del carattere. Con questo costume ora si avverto un tocco personale, ma si avverte l'acquisto di una identità che richiami il nome "Freccia Verde", ma che riassume le sue ispirazioni a Robin Hood e Green Archer, senza che dica: "Ehi! Sono la brutta copia di tutti i personaggi più ovvi e banali che ti vengono in mente pensando al verde, all'arco e alle frecce! Non ti faccio pena?". In più, Neal Adams dona al personaggio la caratteristica barba da caprettina D'Artagnanna che darà un senso di completezza e carattere al personaggio. Non c'è da stupirsi se questo costume salterà fuori in varie occasioni.







Re-design di Mike Grell
(Green Arrow: The Longbow Hunters #1, 1987)






Nonostante bisognerà ringraziare comunque Neal Adams all'infinito, penso che Mike Grell abbiamo dato l'interpretazione definitiva e più moderna del personaggio, cosa che gli ha permesso il successo mondiale odierno e l'ufficiale riconoscimento a personaggio di Serie A. Sostanzialmente, la versione di Grell è una variazione della versione di Adams, dove però il primo ha trasformato il design del secondo accentuando il lato aggressivo del personaggio, così da farlo calare meglio nelle nuove atmosfere da lui inserite. Il risultato è stato, infatti, strabiliante. 









Casual
(Green Arrow #91, 1994)





Conclusa la lunghissima run di Mike Grell, Chuck Dixon subentra ai testi inizialmente con le matite di Jim Aparo, tenendo sostanzialmente invariato il registro narrativo adottato dal suo predecessore, togliendo solo una cosa: il costume. Le storie di Dixon post-Grell non sono niente che una serie tv alla Person Of Interest non potrebbe fare (forse anche meglio), però avevano l'aggiunta in più - o in meno, dipende dai punti di vista - di essere calate ancor più nel reale data l'assenza del costume di Queen. Per la serie: evviva l'identità segreta.






Post-Zero Hour
(Green Arrow #0, 1994)





Ma più che per l'assenza di costume, la run di Dixon è conosciuta per l'entrata in scena di Connor Hawke: il figlio biologico di Oliver Queen e che prenderà il suo posto come Freccia Verde dopo la sua morte avvenuta su Green Arrow #101 del 1995. Ufficialmente, il costume verrà mostrato su Green Arrow #0 del '94 in una pin-up di Dan Norton (quella che vedete qui di fianco) ma, nella serie, esordirà nel #91. Oliver lo indosserà solo per breve tempo quando gli servirà un costume, per poi non indossarlo più per due motivi. Il primo, è che morirà e quando tornerà in vita, tornerà al classico di Neal Adams. Il secondo è che, essendo il costume con cui è morto, diventerà di conseguenza il costume di Connor in quanto rappresenta qualcosa che gli ricordava il padre.







Il Ritorno
(Green Arrow #1, 2003)



Approdato Kevin Smith sulla nuova testata di Freccia Verde con l'obiettivo di farlo tornare tra i vivi, nel primo numero Oliver "sfoggia" un costume trasandato e assemblato alla bene e meglio; un triste mash-up tra Gandalf e Legolas. L'obiettivo di Smith era quello di trarre inizialmente in inganno i lettori, lasciando intendere che Queen fosse stato vivo per tutto questo tempo, e quindi Phil Hester ordina di sfoggiare un completo in pur stile barbon-arrow. Beh, missione compiuta.






Sindaco di Star City
(Green Arrow #60, 2006)




Approdato sulla testata, Judd Winnick cerca di mettere d'accordo tutte le precedenti interpretazioni di Freccia Verde, creando la versione che riassumente le più incisive caratterizzazioni di Dennis O'Neil, Kevin Smith e Mike Grell, ma mettendoci anche del suo. Indubbiamente, il Green Arrow di Winnick è quello più appetibile al pubblico desideroso di un personaggio forte e dalla caratterizzazione solida; niente di strano, infatti, se questa versione è quella più utilizzata dallo show Arrow. Tutto ciò viene anche rimarcato a livello di vestiario, dato che il costume realizzato da Scott McDaniels è la fusione del classico di Neal Adams e il re-design di Mike Grell, con qualche elemento aggiuntivo. Eh, si, non state vedendo male: quella è proprio una spada. Per un po' FV sarà armato di katana, ma vi lascerò scoprire il perché leggendo la run di Winnick. 







Starfish Island, Vol. 2
(Green Arrow: Year One #2, 2007)




Come da consuetudine DC, ogni tot la casa editrice si trova a dover rinarrare le origini dei suoi personaggi. Grazie a Andy Diggle e Jock, arrivano quelle definitive di GA sulle pagine di Green Arrow: Year One, rinarrando in toni moderni il naufragio inventato da Kirby e il personaggio di Papp e  Morton Weisinger. Il risultato sono origini così ben costruite, che Arrow vivrà di rendita nelle cinque stagioni in cui dovrà raccontare i flashback di Lian-Yu. Moderne origini, moderno costume. Fuori il costume da Adamo, dentro un semplice abbinamento di fortuna T-Shirt/pantaloncini. 





Lanterna Nera
(Green Arrow And Black Canary #30, 2010)





Il tempo passa e Winnick, ancora al timone delle avventure di Oliver Queen, chiude la serie precedente e la riapre come team-up series, affiancando Black Canary all'Arciere di Smeraldo. Una volta che la serie passa a J.T. Krul, come quasi tutte le testate DC, la serie viene investita dai crossover firmati Geoff Johns con l'obiettivo di creare una convincente mitologia attorno a quel Miserabile Fallito che è Hal Jordan, creando attorno alle Lanterne Verdi un assortimento di colleghi dai colori acrobalenici. Tra questi, ci sono gli infami delle Lanterne Nere che fanno risorgere personaggi morti a casaccio, avendo problemi con la propria anima per questioni legate alla sua resurrezione, viene posseduto dal Corpo delle Lanterne Nere, trasformandolo in bastardone. Il costume, in questo caso, è una versione dark del classico di Adams.





Lanterna Bianca
(Blackest Night #7, 2010)





Ma tutto è bene quel che finisce bene, dato che il crossover Blackest Night si conclude con più brillante dei finali. Salta fuori che, oltre ai colori forniti dall'Arcobaleno e il sempre figo colore nero, c'è anche il potere delle Lanterne Bianche che è direttamente opposto a quello delle Lanterne Nero (ma dai? Non l'avrei mai detto). Nella battaglia finale, tutti i personaggi vengono risanati dalla luce delle Lanterne Bianche, finendo per allearsi assieme e sconfiggere le Lanterne Nere. Nell'occasione, si sfoggia un costume a tema e che incontra il bianco delle Lanterne con i tratti classici dell'eroe investito di tal potere. In questo caso, assistiamo all'ennesima fusione dei costumi di Adams e Grell.







Post-Brightest Day
(Green Arrow #1, 2010)





Concluso il one-man-show di Johns con le Lanterne, Freccia Verde torna ad avere una serie propria e che riprendere il filo narrativo lasciato in sospeso da Judd Winnick e nuovamente scritto da J.T. Krul. Siccome si riprende la narrazione lì dove si era conclusa, anche il costume di Diogenes Neves riprende il design del precedente, avente però qualche modifica. Insomma, è lo stesso del periodo da sindaco di Star City, però più moderno. Più che gli altri, è questo costume che sarà più di ispirazione per il serial Arrow: soprattutto per quello indossato nella Stagione 4.







New52
(Green Arrow #1, 2011)




E' il 2011 e quindi è tempo, per la DC, di un nuovo reboot. Questa volta tocca al New52: il discusso, mal accolto e continuato peggio New52, che porta in casa DC Comics delle storie che - ancora oggi (e salvo qualcuna) - non si sono distinte per particolari meriti. A Freccia Verde - esclusa la parentesi Jeff Lemire/Andrea Sorrentino - capita una mano veramente pessima e, inizialmente, la casa editrice vuole trasformarlo in un brutto compromesso tra le passate e incisive gestioni e la voglia paracula di ingraziarsi i fan di Arrow. Ne esce questo obrorbio di costume, anche parecchio scomodo da usare, che non sa né di carne, né di pesce. In questo disegno realizzato da Jim Lee è presenta la barbetta, cosa perché nel rilancio dei Nuovi 52 mancherà. 








DC You
(Green Arrow #41, 2015)







Nel tentativo di seguire le orme dei rilanci Mavel NOW! e All-New, All-Different, la DC lancia DC You: altro fallimentare rilancio che affossa ancor di più Freccia Verde. L'unico pregio è quello di aver messo al timone Benjamin Percy, pregevole scrittore che nel meglio riuscito rilancio DC: Rebirth porterà enorme prestigio a Freccia Verde. Qui però, nel DC You, c'è solo un imbarazzante tentativo nel rendere FV più simile all'arciere politico dei fasti di O'Neil/Adams. Anche il costume poi... 








Rebirth
(Green Arrow #1, 2016)




Capito che la casa editrice deve cambiare marcia, la DC sfodera il rilancio Rebirth dove, nella sua rinascita, ritornerà a strutture e situazioni narrative più familiari ai lettori, senza che queste appaiano datate. Nel rifare Freccia Verde, quel mostro di bravura che è Otto Schmidt fonde le versioni di Adams, Grell, McDaniels, Neves e della Stagione 4 di Arrow per sfoderare il riassunto perfetto tra queste influenze. Che dire? Missione stra-compiutissima.






E questo è quanto. Adesso è il vostro turno. Ditemi, vi è stata utile questa guida? Le cose sono state spiegate bene? Esprimetevi!

- Symo

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