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lunedì 8 gennaio 2018

Ms. Marvel di G. Willow Wilson, Vol. 1 (la recensione)

Come detto qui, diamo il via ad una nuova Rassegna Stampa che ci terrà compagnia per un bel pò! Dopo aver affrontato le produzioni cinematografiche di franchise come Lupin IIII Cinque Samurai e I Cavalieri dello Zodiaco, spostiamoci un pò sui fumetti: in particolare, su Secret Wars 2015. Da oggi in poi, ogni settimana, tratteremo di un volume/storia legata al crossover e ne faremo la recensione, fino a recensire tutti i volumi di cui è composta la saga. Questa volta si continua con MS. MARVEL DI G. WILLOW WILSON.


Dati Generali:
Testi: G. Willow Wilson
Disegni: Adrian Alphona, Jake Wyatt, Elmo Bondoc & Takeshi Miyazawa
Anno di Pubblicazione: 2014-2015
Etichetta: Marvel Comics
Volume Contenente: Ms. Marvel (Vol. 3) #1-#19
Prezzo: Vol. 1 (numeri #1-#5): 12,00 €;
              Vol. 2 (numeri #6-#11): 12,00 €;
              Vol. 3 (numeri #12-#15): 12,00 €;
              Vol. 4 (numeri #16-#19): 13,00 €

Trama:
Kamala Khan era una normale ragazza di Jersey City, prima di ricevere improvvisamente dei doni straordinari. Ma chi è davvero la nuova Miss Marvel? Un'adolescente? Una musulmana? Un'Inumana? La verità verrà a galla, travolgendo l'intero Universo Marvel! Kamala scopre quanto possano essere pericolosi i suoi nuovi poteri e cerca anche di capire se è ora di fare parte di qualcosa di più grande. Tutto questo, cercando di non fare arrabbiare troppo i suoi genitori. Ma sarà in grado di sfruttare queste nuove abilità o il peso dell'eredità di Miss Marvel si rivelerà troppo gravoso? Kamala Khan non ne ha idea, ma non ha intenzione di tirarsi indietro!

Il mio Parere:
Partiamo da una premessa molto onesta: è stato molto difficile approcciarsi a questa recensione della Ms. Marvel di G. Willow Wilson, in quanto non sapevo veramente da dove partire. Poi, più cercavo le parole che potessero meglio aiutarmi del discorso, più mi venivano in mente due nomi: Blade Runner 2049 e Peter Parker.


Nella recensione di Blade Runner 2049, scrissi come il film funzionasse alla grande in quanto seguito ideale del precedente, arrivato in un momento storico in cui c'era di nuovo bisogno di un lungometraggio che veicolasse le tematiche care alla pellicola. Un momento analogo è arrivato anche per i fumetti e, oggi, questo media finalmente riconosciuto come sopraffino strumento di comunicazione è chiamato per una conferma. Se oggigiorno si è arrivato a questo risultato, è grazie alla fatica di figura potenti come gli X-Men o i Fantastici Quattro, che si presentavano al lettore come molto più che dei semplici personaggi fittizi, ma qualcosa con cui potersi riconoscere.

La Marvel sente che il momento che portò alla creazione di tutti i personaggi classici della casa editrice è nuovamente arrivato e, anche la generazione degli anni 2010, ha bisogno dei loro Peter Parker: qualcuno che possa parlare di drammi e problematiche senza tempo con un linguaggio aggiornato e con un personaggio figlio di questi tempi. Kamala Khan si fa avanti per raccogliere la difficile sfida, riuscendo a vincerla in maniera egregia.


La Ms. Marvel di G. Willow Wilson (e disegnatori assortiti) riesce a restituire la magia delle prime narrazioni della Marvel Comics in chiave moderna, presentandosi matura, senza ingenuità o stereotipi, dimostrandosi al passo coi tempi nello stile, ma rimanendo fedele nella forma. Non è assolutamente un caso se leggendo questi primi diciannove numeri il primo pensiero va ai primi trentotto di Amazing Spider-Man principalmente di Steve Ditko, poiché anche se la giovane Kamala cerca di ispirarsi alla Danvers, alla fine si conferma più una giovane Peter Parker.

Benché tutti e quattro i volumi abbiano come trama orizzontale quella che vede le origini della Khan come Ms. Marvel, passando in rassegna le topiche fasi della crescita dell'eroe quali: ottenimento dei poteri, controllo degli stessi e acquisizione dell'alias e del costume, la serie si concentra di più sul mondo attorno alla protagonista fatto di drammi adolescenziali, amori che si celano dietro la maschera dell’amicizia, le difficoltà dell’integrazione sociale e razziale e gli scontri generazionali con parente e conoscenti: quello che, a tutti gli effetti, forma il personaggio molto più delle botte in spandex.


Ditko, come pochi altri, era un Maestro nel tratteggiare esseri "super" in preda alla sofferenza causata dai propri poteri, o dalle conseguenze generate dall'averli, rendendosi un grande esponente della filosofia "supereroi con superproblemi". La Wilson interiorizza la cosa tanto quanto Ditko, poiché la sua Kamala è un personaggio che ricorda personaggi come il già citato Peter Parker - ma anche Bruce Banner e Ben Grimm - che si sentivano ai margini della società e miserabili cronici. Kamala si dimostra e conferma il personaggio giusto al momento giusto: uno con cui una persona adolescente possa identificarsi perché alle prese con capacità, impulsi, istinti, contraddizioni, dubbi immensamente più grandi di lui/lei. Grazie alla sopraffina penna di G. Willow Wilson, ci troviamo in mano dei personaggi dalla caratterizzazione perfetta, dove l'autrice tratteggia le sue "pedine" di carta con una rara e realistica umanità, costringendo il lettore a soffermarsi sull'evolversi dei fatti, il mutamento degli umori, la tragicità di certe scelte.

In tutto ciò, la sceneggiatrice dimostra anche di aver fatto bene i compiti. Non solo studia a fondo la costruzione tipica di un personaggio Marvel, ma fa anche suo credo una regola non scritta del mestiere dello scrittore, ma non per questo meno importante: "scrivo ciò che conosci". Oltre a riproporre in chiave moderna delle vicissitudini tipiche dei primi eroi Marvel degli anni '60, l'autrice rende parte integrante (e importantissima) della narrazione una realistica ricostruzione di situazioni e ambientazioni del mondo islamico Statunitense, considerando la visione di chi è direttamente coinvolto in quel mondo (come la stessa Kamala) ma anche di chi possiede, verso questa cultura, delle idee obsolete e superate, tratteggiando così una visione della vita islamica a 360°, offrendo una visione sul tema onesta e senza censure.

Dopo quanto letto, è chiaro come il punto più basso di questa prima parte della saga di Ms. Marvel siano proprio i capitoli legati a Secret Wars, non perché scritti male, ma perché infelice battuta d'arresto causata dai piani editoriali della Casa Delle Idee.


Come detto nelle descrizioni, la serie ha visto il susseguirsi di più artisti, tutti chiamati alla corte della Wilson per far riposare il vero gioiello artistico di questo volume: Adrian Alphona. Nonostante ognuno di loro contribuisca alla creazione di un valore grafico aggiunto a Kamala, è comunque Alphona che riesce a regalare alle tavole lo stile che più risulta funzionale ai testi e le tematiche dell'autrice. Non che gli altri disegnatori non siano male (Jake Wyatt escluso, in quanto presenta uno stile troppo abbozzato e sbrigativo) però Alphona riesce dove gli altri falliscono, regalando alla serie un tratto in netto contrasto con i testi della G. Willow Wilson e che crea una atmosfera accattivante.

Se le vicissitudini di Ms. Marvel tratteggiate dall'autrice risultano adulte e drammatiche, al contrario le matite di Adrian Alphona vanno in tutt'altra direzione, presentando uno stile cartoonesco, rotondo e delicato, esaltando le influenze fiabesche del tratto e organizzando le tavole come se il lettore stesse leggendo più un libro illustrato per bambini, oppure lo storyboard non ancora animato di un cartone animato educativo. Per quanto per qualcuno la decisione possa sembrare una cagata pazzesca, è in realtà una idea molto funzionale, poiché il disegno compensa quello che i testi non esprimono esplicitamente e se i dialoghi mancano di delicatezza e innocenza, il disegno glieli restituisce. Del resto, il fumetto funziona come una coppia sposata: uno deve compensare l'altro e, in questa serie, testi e disegni lo fanno egregiamente.

Conclusione:
Rinnovare restando fedeli alla propria storia e tradizione: ecco il riassunto di questi primi diciannove numeri della Ms. Marvel di G. Willow Wilson. 'Nuff said!

- Symo

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