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martedì 29 settembre 2015

Lupin III - La Pietra della Saggezza: la recensione (Pick A Card-Cer #11)

Come si era annunciato Martedì scorso, continua la rassegna stampa di tutti i lungometraggi, gli oav e gli special tv di Lupin e soci...in ordine ovviamente casuale. Oggi è il turno di LA PIETRA DELLA SAGGEZZA.


Trama:
Lupin III è deceduto e l'Ispettore Zenigata riceve la ferale notizia che il suo acerrimo nemico è stato giustiziato, così come la riceve anche Lupin III stesso. Ma se Lupin è vico, allora chi è stato condannato al posto suo? Entrambi si recano in Transilvania per scoprirlo, ma verranno coinvolti nei piani di un misterioso individuo che è alla ricerca del segreto dell'immortalità e, per ottenerlo, è disposto a qualsiasi cosa...anche a sterminare tutto il genere umano. Giocare con le leggi della natura, però, può dimostrarsi estremamente pericoloso.

Il mio Parere:
E' il primo lungometraggio cinematografico della storia di Lupin III, uscito nelle sale cinematografiche Giapponesi nel 1978. La vita in Italia di questo film sarà abbastanza travagliato: arriverà nelle nostre sale nel '79 e dopo esser stato tradotto e adattato, se ne perderanno le tracce per circa trent'anni, considerando il materiale a disposizione degli studi Italiani perduto; poi però, nel 2009, verrà magicamente riproposto (non si sa come, non si sa perchè) durante una rassegna stampa sull'animazione Giapponese, poi registrata strategicamente su dvd per evitare di perderlo di nuovo per altri trent'anni. E stato poi trasmesso in chiaro TV nel 1987 e nel 2008 con due nuovi doppiaggi e, inoltre, anche VHS (sempre con un nuovo ennesimo doppiaggio). Dopo un OAV all'insegna della delusione, in questa rassegna stampa sui film di Lupin torniamo a parlare bene di qualcosa, precisamente, la prima uscita del cinematografò del nostro ladro preferito. C'è da dire che anche al sottoscritto questo film è piaciuto moltissimo, proprio per gli stessi motivi per cui altri (oltre a me) l'hanno trovato a dir poco soddisfacente.

La Pietra Della Saggezza riesce in una impresa che pochi lungometraggi animati riusciranno a fare negli anni e che, per quanto riguarda Lupin, solo Dead Or Alive riuscirà a ripetere esattamente diciotto anni dopo la pubblicazione del film in questione: la coerenza e la fedeltà con la originale caratterizzazione grafica e caratteriale del creatore Monkey Punch. Assistiamo ad una animazione compatta, fluida e (per l'epoca) all'avanguardia, dove il design dei personaggi (sia nell'anatomia, che negli outfit) rispetta in tutto e per tutti quelli classici e originali della serie cartacea, così come gli rispecchia nella loro caratterizzazione; quello che infatti molti criticavano del Castello Di Cagliostro, è che il Lupin presentato da Miyazaki era un eroe romantico catapultato in una fiaba cavalleresca, presentando (dunque) poco e niente del cinico e brillante ladro senza scrupoli descritto dal creatore di questo acclamato franchise. Qui il tocco del fu-Kazuhiko Kato si fa sentire eccome! Anche se ci tengo a precisare che egli non ha in alcun modo messo mano in prima persona alla sceneggiatura/regia de La Pietra Della Saggezza, il suo stile è quello predominante, complice la volontà della produzione di privilegiare l'originale caratterizzazione di Lupin e il suo cast a scapito di quella più bonacciona che imperversava nella seconda serie della giacca rossa. Al centro di questa trama drammatica, surreale e al limite della fantascienza accompagnata da ambientazioni spettrali, scene violente ed erotiche e una sempre eccellente colonna sonora, c'è il triangolo Lupin-Fujiko-Mamoo (villain di turno che, alla fine della visione, non potrete dimenticare) che di sicuro sono i personaggi più approfonditi e con più spazio all'interno del film; di seguito, poi, c'è anche una buona caratterizzazione di Jigen e Zenigata...pure di Goemon, anche se è relegato al ruolo di badass silenzioso. Altro pregio è la risoluzione di un grande problema del franchise: i villains; il problema del ladro gentiluomo è sempre stato quello di avere nemici usa e getta, che non tornano mai o poco memorabili...ma con Mamoo, fidatevi, è di tutt'altra pasta e di certo non lo dimenticherete! Anche se, che io sappia, non comparirà più in altri episodi. Addirittura, si scalcia duro in comparti come fondali e temi portanti: all'interno dei film (come ispirazione ai fondali) abbiamo delle citazioni di artisti come Escher, Dalì, Michelangelo e come temi portanti, invece, abbiamo tematiche che vedremo meglio approfonditi anni dopo con l'arrivo di serie come Evangelion e Ghost In The Shell: è possibile per l' essere umano erigersi a divinità? La manipolazione genetica può farci dono dell'immortalità? Quali sono i suoi limiti e pericoli? Le copie di un uomo, come i cloni, sono semplici scopiazzoni/imitatori di vita o persone vere e proprie? Il film da la sua risposta anche a questi temi in maniera non troppo pesante e filosofica.

E fin qui, tutto bellissimo, vero? Certo che lo è...ma! Come in tutte le cose, ci stanno dei piccolissimi difetti, e a sto giro sono davvero delle inezie. Il primo è che c'è forse troppa fantascienza e troppo surrealismo; i fan che prediligono i tratti hard-boiled e mystery delle storie del ladro gentiluomo, non dico che si faranno facilmente annoiare, ma di sicuro troveranno la visione un pò pesante. Il secondo, è che è un film molto sottovalutato e parecchio sconosciuto...nel senso, se chiedi a uno a cui piace un minimo Lupin, di sicuro La Pietra Della Saggezza non sarà la prima produzione animata che gli verrà in mente, causa anche la vicinanza del Castello Di Cagliostro, uscito l'anno dopo che (proprio per la sua particolare natura) farà il floppone al botteghino, ma conquisterà il cuore di un sacco di fanciulli (tra cui quello del sottoscritto) e ne conquisterà così tanti da seppellire completamente l'esistenza di questo primo lungometraggio. Vuoi anche il fatto che, negli anni successivi, in Italia si sia pure perso il materiale per la proiezione, allora si fa presto a capire come mai (nonostante l'ottima fattura del film) sia passato così inosservato

Conclusioni:
Divertente ma complesso, immediato ma anche intricato, La Pietra Della Saggezza è davvero una di quelle pietre miliare dell'animazione che meritano di essere guardate, sopratutto per l'introduzione dei suddetti temi prima citati. E' una delle prima produzioni di successo di Lupin e anche una delle più genuine ed inclini al manga originali. Se siete fan di Lupin, dovete guardarlo.


- Symo

4 commenti:

  1. Concordo su tutto: forse quel surrealismo eccessivo può stancare, nonché certi ritmi lenti. Mamoo non è simpatico, questa è la realtà

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    Risposte
    1. Decisamente no, però almeno si farà ricordare ;)

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  2. La Pietra della Saggezza è uno dei film più belli dalla produzione legata al ladro gentiluomo, sopratutto per come dici tu per un Villan veramente stupendo nella sua angosciante superbia.

    Per quanto riguarda il doppiaggio di questo film mi ha fatto sempre divertire il fatto che nel terzo doppiaggio (quello per l'home video per intenderci) la voce di Lupin sia di Giorgio Melazzi, la voce storica dell'ispettore Gadget. Mi aspettavo da un momento all'altro durante la visione un "Hop-hop-Gadget!".

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