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lunedì 12 dicembre 2016

Ultimate End (la recensione)

Come detto quattro settimane fa, diamo il via ad una nuova Rassegna Stampa che ci terrà compagnia per un bel pò! Dopo aver affrontato le produzioni cinematografiche di franchise come Lupin IIII Cinque Samurai e I Cavalieri dello Zodiaco, spostiamoci un pò sui fumetti: in particolare, su Secret Wars 2015. Da oggi in poi, ogni settimana, tratteremo di un volume/storia legata al crossover e ne faremo la recensione, fino a recensire tutti i volumi di cui è composta la saga. Questa volta, si continua con ULTIMATE END


Dati Generali:
Testi: Brian Michael Bendis
Disegni: Mark Bagley
Anno di Pubblicazione: 2015
Etichetta: Marvel Comics
Volume Contenente: Ultimate End #1-#5
Prezzo: 3,00 € (cad.)

Trama:
Dopo la fine del Multiverso Marvel, L'Universo 616 (quello Classico) e l'Universo 1610 (quello Ultimate) vengono racchiusi in un unico regno di Battleworld, dove entrambi sono costretti a dover convivere con i loro doppleganger: con tutti i privilegi e le conseguenze del caso. Riusciranno i due universi a collaborare e trovare un modo per far tornare tutto com'era prima? Oppure si lasceranno prendere dal testosterone e faranno di tutto per darsi battaglia e vedere chi dei due è il più forte? Che sia veramente arrivato il canto del cigno per i due universi?

Il mio Parere:
Eh, oddio. Bene ma non benissimo. Il canto del cigno dell'Universo Ultimate è piuttosto abbozzato, frettoloso e confusionario, oltre che fin troppo caciarone e pregno di scene decisamente superflue e fatte per allungare il brodo. Anche se la miniserie sarebbe durata tre numeri non sarebbe morto nessuno (Universo Ultimate escluso, ahahah...ehm...). Ma Bendis dice no, ne vuole cinque di numeri. E quindi giù di scene che potevano anche essere saltate, finendo per produrre una panasché a fumetti. A volte ho l'impressione che Bendis metta queste scene che non servono a nulla o dialoghi eccessivamente tirati per le lunghe per allungare appositamente la storia e azzeccare quindi più numeri. Ergo più numeri, più soldi. Il portafoglio ti si gonfierà, ok, ma questo svaluta indubbiamente la storia e crea momenti che spezzano il ritmo. Se poi è una storia che già di ritmo non ne ha, siamo a cavallo.


Troppo protagonismo su troppi pochi personaggi, molti di loro sbagliati nella caratterizzazioni e piegati ai gusti dello scrittore. Vedi il Punitore Ultimate, il quale ha sempre avuto una giustificazione alla sua pazzia; qui invece è semplicemente uno sciroccato armato fino ai denti. Fastidiosi fino all'inverosimile, invece, i due Iron Man. Qui andrebbe aperta una gigantoscopica parentesi sull'utilizzo fino all'abuso di Iron Man come guest-star o personaggio trainante delle storie degli ultimi anni di Bendis. Ok che uno scrittore deve avere i suoi tratti distintivi, ma infilarci ogni tre per due Stark come ospite in qualsiasi cosa che tu scrivi, comincia a diventare davvero fastidiosa la cosa. Lo scrivesse bene almeno! Molti altri personaggi, poi, vengono ingiustamente trascurati e il pezzo della mini che doveva essere veramente esplorato è praticamente buttato li, risolto in un batter d'occhio e con estrema superficialità. La scena veramente epica della storia è solo un misero fotogramma sbiadito. C'è qualche tocco di classe, sopratutto alla fine, perché valorizzata da una azzeccata scelta di utilizzare delle splash-page, a loro volta ancora più efficaci perché disegnata da un Mark Bagley in formissima. Ma questo non rende improvvisamente Ultimate End una storia riuscita. Anche perché, tutto quello che viene prima svaluta quel momento: che si classifica, dunque, come l'anti-climax per eccellenza fatto a fumetto.


Conclusioni:
Non è proprio il momento di Brian Michael Bendis e Ultimate End ne è la prova delle prove. Almeno Mark Bagley non delude e si dimostra parecchio in forma, ma è davvero una più che magra consolazione. Da evitare.

- Symo

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